La Ringhioleague è uno sport per gentiluomini, praticato da gentiluomini.
Finisce 4-4 la trentunesima giornata di ringhioleague. Alla vigilia, la rosa si presenta abbondante e qualitativa. Si gioca in nove contro nove, sempre al Savio e i capitani sono i soliti Hoti e Pipitone, con quest'ultimo prima scelta. Di Flumeri è diciannovesimo ed è fuori. Poi, il colpo di scena! Hoti si chiama fuori per un infortunio patito a calcetto (ma c'è chi sostiene che la natura sia ben altra) e tutto cambia. Pipitone diviene seconda scelta, lasciando a Capanna il prezioso dono. C'è un solo portiere (Palladino), oltre al capolista sono assenti i lungodegenti Mancini e Pepiciello, oltre a Graziosi, Miniati e Russo, ma rientra Patacchiola dopo lunga assenza. Si segnala, fra i commenti al post delle iscrizioni, un saluto a tutti dal mitico Marco Bramosanti, già campione ringhio ed ora asceta sui monti ciociari. Alle settemmezzo i capitani sfornano le seguenti formazioni.
Capanna punta fortissimo su Palladino, con Chiaps e DiFlu dietro, Mally-DiDio jolly, Mecozzi-Tancredi a far gioco e Lovis davanti. Il Pipit risponde con l'asse DiVito-Romano-DIFlorio-Luongo, con un contorno di patacchioli, genovesi, omini e graniti. Per i pipitini, si ruota in porta. La partita è molto belle, equilibrata e lottata su ogni pallone, in linea con le ultime uscite. I bianchi lottano in mezzo con Meco e Sasà, sfruttando i movimenti del Patavino a lberare Capanna centralmente. I Bianchi puntano più sul fraseggio stretto, vista l'ottima qualità tecnica dei propri interpreti. Pronti.via e gol di Luongo, bravo a inventarsi una serpentina sulla linea di fondo prima di trovare il pertugio giusto, di furbizia, sul primo palo. Rispondono subito i capannidi, con un bellissimo uno-due Mecozzi-Lovisatti-Mecozzi concluso da Gianmarco con un destro di potenza che batte l'omino. Bianchi in vantaggio poco dopo, grazie ad una 'saponettata' di omino in porta che regala il gol a Capanna, dopo essersi (in precedenza) opposto con bravura ad una conclusione di Mecozzi. Il vantaggio bianco scuote i Pipitini che provano con Luongo di tacco su punizione di Antonelllo (palo) e con lo stesso Antonello, che trova pronto Palladino. Ma è proprio Antonello a trovare il pareggio. Azione insistita, Di Flumeri compie una prodezza su tiro di Luongo a botta sicura, ma la palla arriva al DiFlo che lascia partire una bella rasoiata di mezzo volo che batte Palladino sul secondo palo. Chiaps (gran partita la sua) salva sulla linea su Luongo e poi sfiora il gol su punizione, Capanna lotta con DiVito (che lo randella solennemente), Lovisatti impazzisce, rispolverando antichi diverbi psicolabili con Granito che ai più anziani hanno sbloccato tanti ricordi, prendendole e dandole (ne fa le spese Pipitone). Il 3-2 è ancora di Capanna, che insacca sul secondo palo a porta sguarnita, dopo che Pipitone era riuscito a fermarlo in uscita bassa. Pareggia di Florio con preciso diagonale, al termine di un'azione bellissima (tutta a due tocchi) Pipitone-DiFlo-Luongo-DiFlo. Finale scoppiettante. Capanna sciupa addobbandosi una grossa occasione, palladino è bravissimo su botta di Pipitone, Granito va vicino al gol su solito calcio d'angolo e poi arriva l'ultimo (?) botta e risposta. Di Flumeri insacca con imperioso stacco su corner e Romano chiude il conto con punizione maligna che s'insacca dopo esser passata attraverso una selva di arti vari. Maretta sull'orario di fine partita, il tutto finisce con gol regolarissimo di Capanna "annullato" per missundestunding e fischio finale. Chiappetta ufficializza salomonicamente il pareggio sul gruppo. In classifica generale gode Hoti, che minimizza il danno, Luongo mette un altro mattoncino verso la vittoria fra i marcatori, mentre Chiaps e DiFlo scalano i MoM.
In lontananza s'intravede il traguardo. Ma è lontanissimo ancora ...
Battaglia epica- Bravi tutti.
PAGELLE EPICHE
(Alessandro Chiappetta, migliore in campo bianco)
CAPANNA (c): ACHILLE
Figlio di un uomo e di una dea minore, allenato dal centauro Chirone. Vero baluardo dell’esercito acheo, capace di vincere qualunque avversario in uno scontro corpo a corpo. VOTO 7
PALLADINO: PROTESILAO
Qualche giorno prima della guerra di Troia il giovane Protesilao s'innamora perdutamente della bella Laodamia, figlia di un nobile sovrano acheo. Morirà per mano di Ettore nella guerra di Troia. Laodamia prega gli dei di resuscitarlo solo per una notte. Giunti gli amanti in camera, Laodamia chiede al suo amore di posare per lei, affinché possa fabbricare con la cera una statua simile a lui, per poterlo abbracciare piangendo ogni notte. Anziché scopa'. VOTO 6.5
MALLIMACI: ENEA
Anche lui compie un lungo viaggio, a partire da una città in fiamme. Costantemente alla ricerca di un luogo ove fondare una nuovo paradiso in terra. VOTO 6.5
DI FLUMERI: CU CHULAINN
Figlio di un dio e di una donna, mostra fin dalla più giovane età una grande forza, mettendolo in campo contro eserciti fin da subito. VOTO 6.5
CHIAPPETTA*: ARJUNA
Incarnazione del dio Indra, è probabilmente il più valido guerriero nelle schiere dei Pandava nella guerra di Kurukshetra. In base a quanto ho reperito, il suo livello è pari a quello di oltre 12 guerrieri di classe rathi (che significa, capaci di sconfiggere 1000 guerrieri simultaneamente). Se ne deduce che potrebbe vincere più di 12.000 avversari alla volta.VOTO 7
MECOZZI: ORFEO
S'insinua fra il sogno e la veglia, compiendo impresa mirabolante. Unico uomo a tornare vivo dall'AdE. Intesa come "Agenzia delle Entrate". VOTO 6.5
TANCREDI: TESEO
Figlio di Egeo, è famoso in tutto il mondo per la sua clamorosa abilità nel districarsi dai labirinti della vita e per aver ucciso il Minotauro. E' anche uno che pianta le donne in Nasso. VOTO 7
DI DIO: HYBRIS
È l’orgoglio estremo che spinge l’eroe a sentirsi pari o superiore agli dei, o a violare le leggi della natura e della morale. Specialmente quando decide di giocare centravanti. Tracotante. VOTO 6
LOVISATTI: PERSEO
La sua impresa più nota è la caccia a Medusa, l’unica mortale delle tre Gorgoni, in grado di pietrificare chiunque incrociasse il suo sguardo. Guidato da Atena ed Ermes, Perseo affronta il mostro utilizzando il suo scudo di bronzo come specchio per non guardarla direttamente negli occhi, riuscendo a decapitandola. Dal collo della creatura nascerà poi il leggendario cavallo alato Pegaso. Sei Perseo? Trentaseo. VOTO 6.5
(Il buon DiFlorio e le sue preziose clave)
PIPITONE (c): BEOWULF
Guerriero e poi re dei Geati. Rimarchevole il fatto che pur essendo totalmente umano riesca a compiere imprese tipiche di semidei in altre mitologie. VOTO 6.5
OMINOSTANCO: BISHIMA
Comandante dell’esercito dei Kaurava dal 1° al 10° giorno della guerra di Kurukshetra, è forse il miglior arciere del suo tempo. Gli è stata donata la possibilità di morire solo quando sceglierà di farlo, altrimenti non può essere ucciso (e per questo dovrebbe, tecnicamente, essere al primo posto nella lista dei più forti). VOTO 6.5
GRANITO: ROSTAM
E' l’eroe più forte del folklore persiano, di taglia considerevole, protagonista di varie imprese colorite che lo rendono forse uno dei più poliedrici quanto ad imprese. Oltre ad essere un guerriero molto potente, affronta una serie di prove: uccide streghe, animali di grossa taglia, un drago, affronta demoni e attraversa il deserto. VOTO 6.5
DI VITO: RAINOUART
Gigante che aiuta Guglielmo nelle sue battaglie. Pur non essendo il protagonista del poema, è quello che picchia come un fabbro. VOTO 6.5
GENOVESE: KARNA
Figlio di una donna e del dio solare Surya, re di Anga, comandante dell’esercito dei Kaurava dal 16° al 17° giorno nella guerra di Kurukshetra. Molto convinto delle proprie abilità, sottovaluta i possibili sotterfugi dell’avversario. VOTO 6
DI FLORIO *: ERCOLE
Figlio di una donna e del dio Zeus, di notevole stazza, abile sia nella lotta a mani nude che nell’uso delle armi. Compie la famose dodici fatiche, sconfiggendo ogni genere di mostro (leone, idra, cinghiale, uccelli giganteschi, il cane Cerbero) e mostrando anche un certo ingegno. Durante la missione per la ricerca del vello d’oro sembra poter di fatto risolvere tutto da solo e viene furbescamente allontanato dal narratore per ridare un po’ di suspense alla vicenda. VOTO 7
ROMANO: GILGAMESH
Si batte contro vari nemici umani, affronta il toro celeste e il mostro Hubaba, guardiano della foresta dei cedri. Riesce a raggiungere il luogo in cui vive Utnapishtim, reputato inaccessibile. In un frammento ci viene riferito di come un’intero esercito sia stato sottomesso dalla sua sola comparsa sugli spalti della città. VOTO 7
PATACCHIOLA: ODISSEO
Per poter arrivare, ha attraversato mille mari e mille pericoli. Bentornato a casa. VOTO 6
LUONGO: GIASONE
Ha in pugno un manipolo di uomini che puntano su di lui e lo seguirebbero in capo al mondo. Vello d'oro. Patisce il potere di Arjuna. VOTO 6.5
Mi dia una fettina di culo, per favore. Tagliato fino.
Vince Hoti di misura, questa trentesima giornata di Lega. Alla vigilia, la rosa si presenta abbondante in mediana e un po' tirata davanti e dietro. Rischiano seriamente di restare fuori Lovisatti e Izzo, ripescati per le defezioni di Graziosi e Giraldi. Resta davvero fuori, invece, Daniele Genovese, per un clamoroso missunderstunding in fase d'iscrizione. Alla luce dell'assenza di Graziosi, l'unico portiere presente è Palladino. Vista la parità di punti fra i due capolista, Hoti ha prima scelta grazie alla quale può accaparrarsi subito bomber Luongo e terminator Romano. Pipitone rinuncia al portiere per avere un valido uomo di campo in più. La serata è godibile, malgrado l'acquazzone caduto durante la giornata. Si gioca in undici, al Savio, con i graditi ritorni di Mecozzi e Izzo. Queste le formazioni.
Hoti ha pochi esterni, schiera la formazione a rombo, imbottendo la mediana di fosforo e centimetri, affidandosi a Luongo davanti. I centrali difensivi sono le stesse coppie della scorsa volta, ovvero Mallimaci-Chiaps per gli hotiani e DiFlu-Granito per gli uomini del Pipit, che rispolvera lo schieramento a doppio mediano già utilizzato nella scorsa partita (Isesele-DiVito) con sé medesimo vertice alto, DiFlo-Mancini sugli esterni e Lovisa davanti. La partita sarà sporca e combattuta, molto equilibrata, con i Bianchi predominanti nel possesso e i rossi molto ficcanti in contropiede e sugli esterni. Dopo un paio di occasioni per parte in mischia, la partita si sblocca grazie a una bella azione di contropiede pipitina: volata di Antonello sulla destra e assist al bacio per l'accorrente Lovisatti, che non sbaglia da due passi. Seguirà una mezzora molto bloccata avida di occasioni. Ricordiamo una traversa di DiDio da fuori (ce ne sarà un'altra, praticamente identica, anche nella ripresa), un paio di interventi sicuri di Palladino edue-tre conclusioni senza esito di Mecozzi, Hoti e Tancredi. Nella ripresa, gli spazi inizieranno a farsi più ampi, concedendo qualcosina in più allo spettacolo, Lovisatti si divora un'occasione enorme (dopo essersela anche creata, con grade azione personale), viene annullato il gol del pari a Luongo (fra le polemiche) per discusso fuorigioco e poi arriva il gol di Mecozzi, con grande conclusione a palombella dal limite dell'area. Dopo un paio di parate di Pipitone in porta, si arriva alla sliding-doors della partita: DiFlorio s'invola sulla destra e mette un bellissimo pallone rasoterra a trovare Mancini dall'altro lato. Il Nostro arriva prima sul pallone ma trova l'opposizione disperata di Manacorda in scivolata. Risultato: entrambi infortunati (il Mancio, purtroppo, assai seriamente) e calcio di rigore per i bianchi. Dal dischetto si presenta DiVito ma Palladino compie un miracolo e respinge di piede, meritandosi il secondo MoM consecutivo a fine partita. Il finale (palpitante), giocato in dieci contro dieci, vede un gol fatto di DiFlo annullato per fuorigioco inesistente (evidente ripicca per il precedente annullamento su Luongo) e poi il gol-partita di Tancredi, il quale - in posizione di sospetto fuorigioco - trova un grande colpo di tacco, d'esterno a scavalcare il portiere, proprio dalla linea di fondo. I rossi provano gli ultimi assalti, ma rischiano grosso in contropiede nel finale. Con questo risultato, Taiger si rimette davanti, pur di un solo punto, perdendo così la prima scelta per la prossima partita. Dietro ai due capolisti, salgono anche Luongo e Chiaps, in lotta aperta per il podio in attesa dei rientri di Capanna e Pepiciello. Marcatori sostanzialmente invariati, mentre Palladino raddoppia nei MoM mentre Isesele, al quarto gettone stagionale, raggiunge gli allegri compari in vetta.
Sto campionato è proprio 'n zucchero!
MoM: Isesele - Palladino
PAGELLE INSACCATE
(La formazione bianca)
Hoti (c) 6.5
Torna alla vittoria in una giornata difficile. Riprende la vetta solitaria, consapevole che da qui alla fine sarà battaglia. Dimostra di puntare solo alla .... COPPA
Miniati 6
Consueta prova d'ordine e disciplina. In una squadra votata all'attacco, lui garantisce copertura e impostazione. CERVELLATA
Chiappetta 6.5
Altra buona prova in coppia con Mallimaci. Prestazione attenta e puntuale, su ogni pallone è pronto a metterci lo ... ZAMPONE
Romano 6.5
Gara di assalto e baionetta. Garantisce il consueto mix di grasso e proteine. proprio come la ... PORCHETTA
Manacorda 6
Corre e sbuffa sulla fascia, in perenne duello con Mancini. La Storia dirà che alla fine ci hanno rimesso entrambi. SALAME
Mallimaci 6.5
Ancora centrale difensivo, ancora una prova positiva. Vorrebbe giocare ala, ma lo costringono sempre a insaccarsi in difesa. SALSICCIA
Mecozzi 6.5
Gran gol e ottima prova. Robusta e ficcante. Trova un gran gol, fondamentale per il risultato finale. CAPOCOLLO
Tancredi 6.5
Trottolino amoroso dududadadà, sgambetta allegramente sul manto erboso dispensando aperture e conclusioni da fuori. Pregiato. PROSCIUTTO CRUDO
Di Dio 6
Prova attenta e giudiziosa, condita da due clamorose traverse colpite dalla distanza. Buono. LONZA
Luongo 6.5
Stavolta non segna, ma garantisce il solito moto perpetuo sul fronte offensivo. Gli annullano un gol forse buono e se ne divora un paio nei minuti conclusivi. C'è da buttar giù la ... PANCETTA
Palladino 7*
Il rigore parato, unito a un atro paio di interventi determinanti, gli garantisce nuovamente la palma di migliore in campo. Seconda di fila. CICCIOLO
(Isaiah Isesele, migliore in campo rosso)
Pipitone (c) 6.5
Si posizione al vertice alto di centrocampo, svolgendo con devozione le doppie fasi di gioco. Buona alcune intuizioni da rifinitore. Resta in scia. SALAMA DA SUGO
Russo 6.5
Autentico jolly tattico, ricopre praticamente ogni posizione in campo - a seconda delle rotazioni in porta - offrendo in ognuna un contributo prezioso. LUGANEGA
Izzo 6
Piazzato sulla fascia sinistra difensiva, si applica con determinazione e porta a casa la pagnotta. Con cui mangiare la ... BRESAOLA
Di Flumeri 6.5
Con lui, non si passa. Ormai l'abbiamo capito. Consente al suo capitano di turno di dormire sonni sereni su di un comodo GUANCIALE
Granito 6.5
Il suo apporto è sinomo de genuità del consumatore. MORTADELLA (RIGA')
Ominostanco 6
Scorribanda allegramente sul lato di competenza, randellando e stantuffando con andamento musicale. PROSCIUTTO COTTO
Di Vito 6
In coppia con Isa, si erge a muraglia con buonissimi risultati. Pesa nella valutazione il rigore sbagliato. Ma non è da questi particolari che si giudica un giocatore. STRINU'
Isaiah 7*
Altra prova megalitica. E' in un momento di forma smagliante. Urticante per gli avversari. NDUJA
Di Florio 6.5
Dal suo lato nascono le iniziative migliori. Gli è mancato solo li gol, ma ha macinato preziosi chilometri. CIAUSCOLO
Mancini 6.5
La buona prova offerta, passa intotale secondo piano di fronte al serio infortunio patito. Ti aspettiamo presto!!! SOPPRESSATA
Lovisatti 6.5
Fa reparto da solo con risultati più che apprezzabili. Unica macchia: l'occasionissima fallita sull'uno a zero. Gamba ambigua. FINOCCHIONA
Si sta trasformando in un'epica battaglia, dal gusto a metà fra la favola e il dramma, questa diciannovesima edizione della Ringhiolega. Si gioca al Savio, campo a undici. Rosa abbondante e di grande qualità. Tornano Di Vito, Tancredi, Isesele, Mancini e Romano. I capitani sono, come ormai di consueto, Hoti e Pipitone (con prima scelta). La prossimità della pioggia (che comunque non cadrà durante la partita) miete un'unica vittima, il buon Giuliano Miniati, sostituito dal sergente Valerio Vollera. Da Tor Sapienza col furgone. Ci sono due portieri (che, fra l'altro, giocheranno benissimo) ovvero Palladino e Graziosi. I capitani si sentono verso le settemmezzo, partorendo le seguenti formazioni.
Pipitone punta fortissimo su chili e centimetri, schierando una difesa Omino-DiFlu-Granito-Vollera, protetta da un'autentica "linea Marginot" composta da Isesele e Romano (con Geno vertice alto) e spostando sé stesso - con ottima intuizione - nel tridente avanzato, insieme al duo Lovisatti-Luongo. Taiger, cui rimane il solo Capanna nel reparto avanzato, deve arrangiarsi in difesa, schierando un insolito quartetto con DiDio e Russo terzini e Mallimaci-Chiappetta centrali. A conti fatti, giocheranno tutti e quattro molto bene. Di Vito è posto a protezione, mentre la manovra offensiva si presenta ricca di interpreti. Di Florio, Tancredi, Hoti, Mancini e per l'appunto Capanna di punta. Il canovaccio del match risulta chiarissimo fin dai primi minuti: Rossi manovrieri (possesso palla vicino al 70%) che però sbattono sistematicamente sul muro di gomma avversario, al momento della conclusione. Dall'altra parte, i pipitini offrono una prestazione a tratti commovente. Difesa impenetrabile con poche (ma pericolosissime) ripartenze in contropiede. La partita sarà bellissima. Una vera battaglia su ogni pallone. Sullo zero a zero, si segnalano un paio di tiri da fuori rossi (Tancredi-Hoti), una conclusione alta di Chiaps su azione d'angolo, cui risponde analogamente il cognato Granito in girata dall'altra parte e una bellissima azione Pipitone (sombrero su Russo)-Lovisatti (imbucata)-Isesele (doppia conclusione neutralizzata da Graziosi). C'è tempo anche per un grande intervento difensivo per parte (Chiaps su Luongo e Granito su Hoti), a sfiorare il calcio di rigore. Il gol che sblocca la partita è stupendo, come più avanti "disegnato". Lancio lungo a trovare Luongo al limite dell'area, duetto volante con Isesele, stop di petto e destro al volo di esterno che s'infila imparabilmente nell'angolo lontano. Rispondono subito, gli hotiani, con traversa clamorosa di Capanna da fuori, sulla cui respinta si avventa Di Florio (sfruttando l'unica dormita della difesa avversaria) che tira al volo di sinistro trovando un grande intervento di Palladino (il migliore dei suoi) a deviare in corner. Segue una grandissima (doppia) occasione per Luongo, su grande imbeccata del Pipit, sulla quale Graziosi è ancora prodigioso. Rossi vicinissimi al gol del pari in chiusura di frazione: volata a sinistra, cross basso che taglia tutta l'area, Di Dio conclude di piatto, prodezza di Palladino, che poi si supera sulla susseguente conclusione di Capanna da due passi. Chiudono il tempo un paio di punizioni di Hoti (alta) e Mancini (bella parata di Palladino in due tempi). Ripresa che prosegue lo stesso filo conduttore del primo tempo, con qualche spazio in più da ambo le parti. Rossi che collezionano punizioni ed angoli, bianchi che faticano a ripartire - anche per una grande prestazione di Di Vito come 'frangiflutti' in mediana - ma quando ci riescono fanno male davvero. Il definitivo due a zero arriva su corner dalla destra di Lovisatti, palla lunga sul secondo palo che trova smarcato Granito, al secondo gol consecutivo, che trova la deviazione vincente di interno sinistro. Nell'occasione, il Nostro è completamente perso da Di Dio. Si può dunque affermare, che Hoti ha preso il gol perché Di Dio ha perso la Fede. Isa, pensaci tu. Finale arrembante, con Luongo che non arriva per un soffio su grande assistenza di Pipitone "alla Cafù" (a sua volta imbeccato da grande filtrante di Geno), ma finisce due a zero bianco dopo novanta minuti ad altissima intensità. L'ultima occasione è targata Lovisatti che si divora il tre a zero, dopo grande azione personale, trovando sulla sua strada prima Graziosi e poi Di Vito, che anticipa il tap-in dell'accorrente Luongo. Con questo risultato, Pipitone completa la rimonta su Hoti, che però avrà prima scelta alla prossima, ed allunga sugli inseguitori Pepiciello e Capanna, ora distanti rispettivamente otto e nove punti. Luongo allunga nei marcatori, portandosi a +4 su Hoti. Nei MoM, DiVito sale a tre punti, mentre Palladino ottiene il suo primo gettone stagionale.
MoM: Di Vito - Palladino
PAGELLE
MASTERS OF THE UNIVERSE
(Il primo, bellissimo, gol Bianco)
HOTI (c) 5.5
Continua per lui il momento difficile. Sconfitta dura da digerire. A questo punto, conta soprattutto la tenuta mentale. I suoi poteri oscuri lo aiuteranno ad arrivare fino in fondo? SKELETOR
DI DIO 6.5
Schierato terzino su Lovisatti, il suo destino appare segnato. Invece lotta, sbuffa, chiude, imposta ed è perfino pericoloso nell'area avversaria. Abnegato. All'abbisogna, ha chiaro dove randellare.STINKOR
DI VITO 7*
Grandissima prestazione davanti alla difesa. Nel primo tempo fa un po' di fatica a trovare le misure, nella ripresa è l'unico argine alle ripartenze avversarie in campo aperto. Le palle vaganti sono tutte sue. BEASTMAN
CHIAPPETTA 6.5
Schierato in inedito duetto centrale con Mallimaci, gioca una partita attenta, puntuale e giudiziosa, condita da un paio di interventi salva risultato. Fra i più positivi dei suoi, si avventa su tutto ciò che gli capita a tiro. GRIZZLOR
MALLIMACI 6.5
Idem come sopra, si ritrova centrale difensivo e interpreta il suolo con corsa e spavalderia. Con la sua mascella metallica, si dimostra sempre pronto a masticare gli avversari di turno. TRAPJAW
TANCREDI 6.5
Il più positivo e pericoloso dei centrocampisti rossi. Solito moto perpetuo, prova sovente la conclusione da fuori e l'imbucata in lob per l'accorrente Di Dio. In entrambi i casi, i tentativi si perdono in mare aperto. CLAWFUL
DI FLORIO 6
Schierato mediano, non ha modo di sviluppare la sua arma preferita, ovvero la velocità. Essendo dotato del terzo occhio dietro la nuca, fa girare il pallone con arguzia ma anche lui è costretto a sbattere continuamente sul muro di gomma avversario. TRI-KLOPS
MANCINI 6
Autentico spauracchio del capitano avversario, che rimugina molto sul non averlo scelto, guida la sua banda di mascalzoni sull'esterno sinistro. Offre la consueta prova di corsa e generosità, ma senza riuscire a trovare il guizzo giusto. HORDAK
CAPANNA 6
Da prima punta, perde molto del suo potenziale visto che gli viene tolta la sua amata profondità. Dopo la partita, è andato in caserma a denunciare Di Flumeri per persecuzione e stalking. Gli ha impedito di diffondere il suo veleno. KOBRA KHAN
RUSSO 6.5
Schierato nuovamente terzino, da' il fritto. Pregevole per abnegazione e spirito di sacrificio, svolge il compito con alterne fortune ma innegabile determinazione, provando ad appiccicarsi all'avversario di turno. LEECH
GRAZIOSI 7
Descritto come una versione malvagia dell'uomo ragno, offre una grande prestazione. La doppia "doppiaparata" nel primo tempo su Isesele e Luongo è da incorniciare, come anche l'intervento su Lovisatti nel finale. Si arrende solo all'imparabile. WEBSTOR
AILAITS
(by Ominostanco)
PIPITONE (c) 7
Stavolta azzecca praticamente tutte le scelte, sia in relazione agli uomini che allo schieramento tattico. Offre una prestazione "alla Delvecchio", sdoppiandosi fra l'attacco e la difesa sulla fascia. Uomo del momento. HE MAN
GENOVESE 6.5
Ottima prova del nostro Geno. Schierato vertice alto del triangolo di centrocampo ci mette il fisico, tagliando e cucendo, togliendosi anche lo sfizio di qualche bella verticale in zona offensiva. Al momento, vola alto. STRATOS
ISESELE 7
Considerato "il cow-boy di Eternia" cosparge il proprio cammino di vittime sacrificali. Il suo capitano gli aveva chiesto, alla vigilia, di rinunciare al sacro per una sera, concedendosi al profano. E lui i dirimpettai li ha profanati proprio tutti. Uno per uno. RIO BLAST
ROMANO 7
Al rientro dopo l'infortunio, non può essere al meglio. Malgrado ciò, offre - in coppia con l'amico Rio Blast - una prestazione commovente, fatta di sudore, contrasti, geometrie e lacrime. C'è chi sostiene che non sia del tutto umano.... MEKANEK
VOLLERA 6.5
L'uomo dell'ultimo minuto risponde ancora un volta "presente" alla chiamata. Piazzato sull'out sinistro, offre una prova fatta di muscoli, corsa e ripartenze, sempre in duetto col collega Granito. Grazie alla sua nota proboscide, oltre a fare figli, ha arpionato ogni pallone che vagava nelle sue zone di competenza. SNOUT SPOT
GRANITO 7
Stavolta ha talmente tanta copertura intorno, che addirittura può giocare in punta di piedi, senza dover ricorrere a interventi di particolare pericolosità. Sorveglia la zona di competenza, senza disdegnare l'andare a far male sulle palle inattive. Alleato fedele di He-Man, trova il secondo gol consecutivo, sempre sugli sviluppi di un corner. Molto, molto pesante stavolta. FISTO
DI FLUMERI 7
Fosse vissuto nell'antica Grecia sarebbe stato certamente un oplite, soldato indomito di fanteria. Segue Capanna fino a casa sua, bullizzandolo ripetutamente. C'è chi dice che giovedì mattina Alessandro l'abbia trovato sullo zerbino, al suo risveglio, pronto a seguirlo anche al lavoro. MAN AT ARMS
OMINOSTANCO 6.5
Malgrado la meglio gioventù che ha davanti, non cede un centimetro. Prova di grande attenzione sia su Mancini, che su Hoti, che su Capanna. Un martello. RAM-MAN
LUONGO 6.5
Anche se la panzetta sta raggiungendo livelli di guardia, il Nostro si conferma un micidiale stoccatore. Dopo un paio di occasioni fallite, ecco la perla che sblocca il match. Una rete che Josè Altafini non esiterebbe a definire un "golasso". Appena gli dai spazio, lui ti punge. BUZZ-OFF
LOVISATTI 6.5
Schierato in un ruolo di "raccordo", leggermente defilato sull'esterno sinistro, canta e porta la croce, cercando sempre il dialogo coi compagni di reparto Luongo e Pipitone. Ottimo battitore di calci d'angolo, ha sulla coscienza solo l'occasione finale, nella quale è stato indubbiamente egoista. Come ogni bomber di razza deve necessariamente essere. La ragione della scelta del personaggio è facilmente intuibile. ORKO
PALLADINO 7.5*
A conti fatti, è stato il più fido alleato di He-Man. Si trasforma da gattino pauroso in tigre feroce e neutralizza ogni offensiva dell'Orda avversaria. La doppia parata su Diddy e Capanna resterà negli annali, immortalata anche dalla telecamera. BATTLE CAT
“Un paio di scarpe durava una vita e, se andavi scalzo d’estate, risparmiavi le scarpe e i piedi si rinforzavano.”
(F. Guccini)
Pipitone vince ancora. Dopo aver regolato Capanna lo scorso mercoledì, stavolta il veteranissimo riesce a fiaccare - con prima scelta a favore - la resistenza dello spauracchio Hoti, apparso in grande difficoltà. Settimana pasquale, tanti assenti. Mancano Mancini, Lovisatti, Luongo, Mana e Pepiciello, torna DiVito (in porta) e occorre affidarsi a Rosciglione (in versione novello Vollera) per trovare i giocatori per arrivare a diciotto. Esordiscono Radici (terzino sinistro), Bufalio (centrale) e Bernardi (ala). Serata gradevole, dal clima più che mite, in cui per la prima volta in stagione non c'è bisogno di magliette o calzamaglie termiche. Si ritorna a giocare (a nove) sul campo del Savio, pagando anche i buffi dell'ultima volta. Ben diciotto euro. I capitani si sentono poco prima delle otto, queste le formazioni.
Pipitone punta forte su Capanna, irrobustendo la difesa con DiFlumeri, Chiappetta, Geno e Granito, e condendo il tutto con Di Florio jolly e Losito davanti, oltre a Bernardi (autore di una buona prova) e Capanna sugli esterni. Taiger è costretto a improvvisare una difesa Bufalio-Russo-Mallimaci, con inizialmente Radici e Di Dio sugli esterni e Miniati-Rosciglione coppia mediana. I bianchi denotano un buon possesso, ma risulteranno piuttosto latitanti (complice anche una strenua difesa rossa) al momento della conclusione. Rosciglione macina grano e crusca in mezzo al campo, mentre Hoti apparirà davvero poco ispirato. Dall'altra parte, la difesa è solidissima. Chiappetta, DiFlu e Granito non sbagliano un intervento. Pipitone si piazza in mediana, ora con Geno, ora con Antonello, lasciando al trio Capanna-Bernardi-Losito licenza di offendere. Dopo qualche reciproca scaramuccia iniziale, la partita si sblocca grazie a un errore di DiVito che non trattiene un cross dalla destra e permette a Capanna un comodo tap-in. Reazione bianca affidata a tanti tiri da fuori, la maggior parte dei quali trovano sempre un piede, un gambone, una pancia, financo una faccia, dei difensori porporini, tanto che i vari portieri avranno davvero poco lavoro da fare. Dopo un paio di occasioni targate Hoti e Rosciglione, arriva comunque l'agognato pareggio. Volata sulla destra e cross teso in mezzo, Chiappetta riesce solo a sfiorare ed è bravissimo Radici, da posizione assai defilata, ad infilare la porta vuota di mezzo volo. Uno a uno. Segue una mezzoretta combattuta, con occasioni potenziali da ambo i lati. Losito coglie un clamoroso palo a tu per tu, Mentre Hoti conclude a lato da buona posizione. Il nuovo vantaggio rosso, arrivato intorno alla mezzora, porta la firma che non t'aspetti. Il buon Granito, votato migliore in campo, trova la zampata decisiva, sottomisura, sugli sviluppi di un corner spizzato da Chiappetta. A questo punto, i Rossi prendono campo e allungano nel punteggio. Finalmente Losito trova il diagonale a tu per tu con DiVito che porta i rossi sul tre a uno. Poi Rosciglione si divora un'occasionissima sottomisura, subito prima del quarto gol rosso. Pipitone si invola sulla sinistra, saltando Mallimaci ed arrivando davanti al portiere fin sulla linea di fondo, scarico indietro per l'accorrente Capanna che non sbaglia da posizione invitante. Finale in forcing per gli hotiani ma finisce così, con fischio finale puntualissimo alle 23:01. Con questo risultato, Pipitone blinda il secondo posto e si porta due punti dal capolista. Gran balzo anche per Chiappetta (ora quinto con Luongo) e Granito (settimo), che scavalca in un colpo solo Lovisatti, DiVito, Diddy e Mancini. Marcatori invariati, con Capanna (17) che consolida il quarto posto dietro al trio Luongo-Hoti-Lovisatti. Secondo MoM di fila per Rosciglione, primo stagionale per Granito.
In questi momenti bui della Storia, la ringhio regala qualche speranza di concordia e fratellanza.
Io chiedo: come può l'uomo uccidere un suo fratello? Eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento.
MoM: Granito - Rosciglione
PAGELLE GUCCINIANE
HOTI (c) 5.5
Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente, come se il tempo per noi non costasse l'uguale. Come se il tempo passato ed il tempo presente non avessero stessa amarezza di sale. CANZONE DELLE DOMANDE CONSUETE
RUSSO 6
Io ora mi alzo tardi tutti i giorni, tiro sempre a far mattino. Le carte, poi il caffè della stazione per neutralizzare il vino. Ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta. CANZONE DELLE OSTERIE DI FUORI PORTA
DI DIO 5.5
Ho visto la gente della mia età andare via, lungo le strade che non portano mai a niente. Cercare il sogno che conduce alla pazzia, nella ricerca di qualcosa che non trovano. (DI) DIO E' MORTO
DI VITO 5.5
Ma nel gioco avrei dovuto dirle "Senti, io ti vorrei parlare...". Poi, prendendo la sua mano sopra al banco, "Non so come cominciare...". Non la vedi, non la tocchi, oggi, la malinconia? Non lasciamo che trabocchi, vieni, andiamo, andiamo via. AUTOGRILL
MALLIMACI 6
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista. Io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. Io frocio, io perché canto so imbarcare. Io falso, io vero, io genio, io cretino. Io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino. Voglia di bestemmiare. L'AVVELENATA
RADICI 6.5
Ma è inutile cercare le parole, la pietra antica non emette suono. O parla, come il mondo e come il sole. Parole troppo grandi per un uomo. RADICI
BUFANIO 6
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione. E il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. FAREWELL
ROSCIGLIONE 6.5 *
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano? Di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova. QUELLO CHE NON...
MINIATI 5.5
Piccola città vetrate viola, primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione. Vecchie suore nere che con fede in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato. E di espiazione. Gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia. Correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West. PICCOLA CITTA'
(Il migliore in campo Rosso)
PIPITONE (c) 6.5
Cinque anatre andavano a sud. Forse una soltanto vedremo arrivare. Ma quel suo volo certo vuole dire, che bisognava volare. Che bisognava volare. LE CINQUE ANATRE
GENOVESE 6.5
Nel seme al vento afferri la fortuna. Al rosso saggio chiedi i tuoi "perché?". Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu. E il tempo passa e non ritorna più. UN ALTRO GIORNO E' ANDATO
DI FLUMERI 6.5
E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano. Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite. Sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite. LA LOCOMOTIVA
CHIAPPETTA 6.5
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato, e potrei rifarlo ora. Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora. VEDI CARA
GRANITO 7*
Se fossi più gatto, se fossi un po' più vagabondo, vedrei in questo sole, vedrei dentro l' alba e nel mondo. Ma c'è da sporcarsi il vestito e c'è da sgualcire il gilet: che mamma mi trovi pulito qui all' alba in via Fabbri 43! VIA PAOLO FABBRI, 43
DI FLORIO 6.5
Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perché, se penso a quella che eri (a quel che ero), che compassione che ho per me e per te. Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là, sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità. ESKIMO
BERNARDI 6.5
Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti. E le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti. Ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare. E avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare. CULODRITTO
CAPANNA 7
Sono un tipo antisociale, non m'importa mai di niente, non m'importa dei giudizi della gente. Odio in modo naturale ogni ipocrisia morale, odio guerre ed armamenti in generale. IL SOCIALE E L'ANTISOCIALE
LOSITO 6
Quando la piazza fermò la sua vita, sudava sangue la folla ferita. Quando la fiamma col suo fumo nero lasciò la terra e si alzò verso il cielo. Quando ciascuno ebbe tinta la mano, quando quel fumo si sparse lontano, Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava. All'orizzonte del cielo di Praga. PRIMAVERA DI PRAGA