"Facciamo fatica a capire il calcio di oggi"
(Luciano Spalletti)
Se fa fatica Spallettone, figuriamoci noi! Settima giornata di Ringhioleague, capitani nuovamente Patacchiola e Hoti (con prima scelta), si giuoca ancora sul bellissimo campo a undici del del Certosa. Rispetto alla scorsa volta, però, le carinerie già diminuiscono: niente bottigliette d'acqua, niente sacca dei palloni, pizzeria che ci accoglie con la consueta lentezza nel preparare le pizze. La logica del profitto. Ma va bene anche così. Rosa bisdrucciola, capitàn Hoti, Corese e Valenti rischiano di finire fuori, ma le consuete defezioni (Bria, Palladino e Giraldi all'ultimo secondo) consentono al brillante terzetto di scendere in campo al gran completo. Tornano Chiappetta, Izzo, Forzan e Genovese, mentre mancano Di Dio, Luongo e D'Andrea. C'è un solo portiere (Pipit) ma abbondanza in tutti gli altri reparti. Solita attesa per l'aperitivo di Taiger ed ecco comparire le formazioni.
Taiger esulta, mentre Fabio si lecca le ferite dopo la prima scoppola stagionale e cita Spallettone, sentenziando a fine partita: "Il mio babbo diceva che nella vita bisogna sapersi accontentare e io ho sempre pensato che più d'una bistecca al giorno non mangio e quindi me ne frego della mucca intera".
Tutto chiaro, no?
MoM: Hoti - Valenti
PAGELLE SPALLETTOSE
Malgrado il consueto impegno, assapora per la prima volta quest'anno l'amaro calice della sconfitta. Subisce il sorpasso di Taiger, ma almeno ritornerà ad avere la prima scelta alla prossima. Non è dettaglio da poco. E la stagione è lunghissima. In campo non si risparmia, ma stavolta la differenza tecnico-atletica era davvero troppa. Da capitano, paga per tutti. PIOTR ZIELINSKI
Gli avversari gli spuntano da tutte le parti. Mi ha ricordato la famosa scena di Aliens II quando un marines urla "escono dalle fottute pareti!". Fa quel che può, ma col passare dei minuti è costretto ad alzare bandiera bianca. Chiude, stremato, in porta. GIOVANNI DI LORENZO
Finché c'è partita, tiene in piedi la baracca. Poi è costretto ad abdicare perfino lui. Ha il merito di non scomporsi mai e di aver tenuto comunque la barra dritta fino all'ingresso in porto. La disciplina è la vera forza di una squadra. E lui lo sa. PHILIPPE MEXES
Si presenta al campo con le stesse intenzioni bellicose della scorsa volta. Lotta u ogni pallone, ma i rifornimenti scarseggiano e i viveri stanno per finire. Sfiora più volte il gol nel primo tempo, per poi trovarlo comunque nella ripresa. Ormai è un centravanti affermato. VINCENZO IAQUINTA
Come spesso gli accede ultimamente, gioca una buonissima partita ma incappa nell'ennesima sconfitta stagionale. Frangiflutti davanti alla difesa, resiste finché non arriva l'onda anomala, contro la quale poco possono le umane forze. Resistente. DANIELE DE ROSSI
Restituito all'esterno offensivo, fa quello che può. Nel primo tempo trova qualche inserimento efficace, la ripresa è di pura sofferenza. Malgrado tutto, resta nella parte alta del tabellone. E' già un buon punto di partenza. HIRVING LOZANO
Si presenta all'appuntamento con una caviglia malconcia che ne limita le sgroppate. Primo tempo volitivo, nel secondo viene costretto a un progressivo rinculare che ne sterilizza le potenzialità, gran tiro in primis. HULK
Schierato terzino sinistro, prova ad offrire spunti di riflessione in tandem con Forzan. Il progetto riesce per metà partita. Per quanto riguarda il secondo tempo, meglio berci qualcosa sopra. Cin-cin! MAREK JANKULOWSKI
Il "meno" va inteso in senso letterale. Si presenta al campo con caschetto e randello e polemizza per tutta la partita per un fallo su Miniati avvenuto all'inizio del primo tempo. Poi si scambia effusioni con Lovisatti. La grinta non manca, ma forse anche "meno". JUAN
Rientra in rosa proprio in extremis, grazie al forfait di Giraldi, e gioca la solita partita grintosa e qualitativa. Gli si può rimproverare poco, ma nel dopo partita è molto deluso, fino a dichiarare che "i ragazzi di oggi preferiscono mettere foto su Instagram piuttosto che pedalare". Parole dure. MARCELO CORTES PIZARRO
Gioca dietro Losito, in una posizione di raccordo. Nel primo tempo va vicino al gol in due occasioni, trovando un pronto Pipitone sulla sua strada. Nella ripresa cala vistosamente, innervosendosi anche un po'. Essere pronti quando il destino ti bussa alla porta è la vera dote dei predatori, ricordalo. RADJA NAINGOLLAN
Stavolta azzecca tutto. Fa tesoro dell'esperienza e demolisce il dirimpettaio mettendoci anche tanto del suo. intensità, giocate, gol ed anche un abbozzo di vera leadership. Sarà stata la partita della svolta? Vedremo. Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. EDIN DZEKO
Come la scorsa volta, ci mette parecchio del suo nella vittoria rossa. Decisivi tre-quattro interventi nel primo tempo, tutti sullo 0-0, per mettere la partita sui giusti binari. Festeggia degnamente la presenza numero 400 nei ringhi. Nella ripresa è spettatore non pagante. Anzi, pagante! ALISSON
Interpreta il ruolo di terzino destro in maniera piuttosto ardita, proiettandosi in avanti con imperitura ostinazione. Sfiora il gol due volte e uno glielo annullano per fuorigioco dubbissimo. Fisicamente straripante, vince il duello a distanza con Forzan. Vola in classifica. CRISTIAN PANUCCI
Torna al centro della difesa con il compatriota Izzo e sbaglia davvero poco, sfiorando anche il gol di testa in tuffo nella ripresa. Ha tatuato sul braccio lo stemma della ringhioz, per questo stamattina doveva fare le analisi e si è fatto tirare il sangue dall’altro braccio. Perché di qua voleva che non fosse toccato niente. KIM MIN-JAE
Gioca una partita attenta, con un'unica sbavatura in occasione del gol avversario. Bravo anche in impostazione, trova anche due o tre bei lanci per le punte nel corso della ripresa. Soffre un po' l'esuberanza di Losito, ma se la cava sempre con molto mestiere. AMIR RAHMANI
Restituito all'esterno sinistro, si dimostra in netta crescita di condizione. Le corsette e la preparazione stanno finalmente funzionando. Impeccabile dietro, lo abbiamo spesso apprezzato anche in proiezione offensiva. Dopo un inizio di stagione avaro di punti, una bella vittoria che fa morale (e classifica). MAX TONETTO
Stavolta al suo fianco c'è un Corese che corre per due e che gli consente di giostrare in regia con grande serenità, cosa che il Nostro fa davvero egregiamente. Bravissimo anche in un paio di chiusure decisive in ripiegamento. Il suo motto è "niente presunzione o slogan, meglio il rumore del pallone che scorre sull'erba". STANISLAV LOBOTKA
Altra prova disarmante. Nel primo tempo corre per tre, salvando anche un gol già fatto di Losito in maniera clamorosa. Nella ripresa le sue progressioni martoriano la povera linea mediana avversaria senza sosta. Trova un bel gol, ne ispira un altro e se ne pappa altri due. E non doveva nemmeno esserci. MAREK HAMSIK
Dopo un primo tempo non esaltante, sfodera una ripresa a tutto gas, fatta di strappi, progressioni e un bellissimo gol. A tratti, è sembrato di rivedere il patavino d'altri tempi, pur in un ruolo meno offensivo e più faticoso. Bravo! RODRIGO TADDEI
Partita molto intelligente dell'unico potentino in campo ieri sera. Primo tempo all'attacco, nel secondo copre Mally e fa praticamente il terzino. Utile sia in impostazione che in inserimento. E vola in classifica. MOMO SALAH
Corre sempre a mille, ma sovente senza profitto. Anche stavolta è una costante spina nel fianco della difesa avversaria, vista la libertà di svariare che gli regala il suo capitano. Ma occorre essere più concreti. Le qualità ci sono tutte. KHVICHA KVARATSKHELIA (col ginocchio odierno, però)




















































