venerdì 5 giugno 2026

XXXVI GIORNATA


Tutti in piedi sul Rivano!

(Guido Meda)


"Ho fatto un casino", tuona il nostro amico al telefono in un vocale registrato al volo in cui si sente il rumore di uno sciacquone. E allora pensi che chissà che ha mangiato a pranzo, e invece di rimettere cibo e bolo come un ubriaco fuori al pub, ci vomita addosso lo sconforto per le scelte di campo. "Stavolta mi ha intortato". E' un rito stanco, una pretattica prevedibile. "Ha scelto pure te", e non capisco se per me è un sollievo o una colpa. Metto la maglia rossa in borsa e scrollo il telefono per capire meglio, e vedo che le squadre sono sostanzialmente equilibrate, ma Pipitone ha rinunciato a gran parte dei suoi pretoriani, forse cedendo all'ingordigia di punte del suo avversario, forse arroccato nella voglia di avere il più in forma di tutti. Saluto i bimbi e corro al campo, saluto Claudio Felici come fosse il 2016 e mi riscaldo per bene seguendo tutti i riti fisici, atletici e scaramantici. Poi le vedo le squadre schierate mentre i capitani scelgono il pallone migliore, o forse il meno peggio, tra i due rimasti a disposizione. E i lamenti di Pipit diventano carne viva.


La chiave è il centrocampo, si capisce lontano un miglio. I piedi buoni di Patacchiola, il dinamismo di Di Florio, il tremendismo di Basilio, la classe di Tancredi, contro il solo Romano, cui fa compagnia il generoso Losito, adattato per l'occasione. Taiger si ritaglia un ruolo più defilato, per poi essere risucchiato da compiti di regia. Ma il rischio di Pipit vale la candela. Geno giganteggia dietro con Isesele, Felici redivivo porta i suoi muscoli da marines sulla fascia destra, e Dario torna alle origini giocando terzino come in Sardegna negli anni 90. Avanti Lovis porta la croce come Sant'Antonio da Padova e Mecozzi gli fa da nerboruto chierichetto. Dall'altra parte Ronca ha davanti Di Vito e Chiaps, con Di Flumeri e Russo larghi. Capanna è lo stantuffo che deve aprire i rubinetti, Rivano il pivot chiamato a oliare gli spazi per il ficcante Luongo. Non tutto va come da copione.
I Bianchi vanno in gol con una splendida combinazione Di Florio-Valenti, con il destro di controbalzo di quest'ultimo. Mecozzi sfiora il raddoppio con un diagonale un po' flaccido. I Rossi provano a rispondere, Chiaps, Di Flumeri e Di Vito contengono le offensive pipitonie, ma le occasioni migliori le hanno i Bianchi, con Lovisatti e Mecozzi. Taiger i suoi arrancano, ma dopo un gol annullato a Luongo per fuorigioco millimetrico, il potentino va in rete perfettamente imbeccato dal suo capitano, facendo un movimento da centravanti vero. L'uno a uno chiude il primo tempo, e sembra suggerire un equilibrio da qui al pub. Ma il sale è nella coda, come sempre. E il diavolo è nei dettagli. Isesele si fa male, e Malli entra in pigiama ritagliandosi una discreta fetta di gloria al centro della difesa bianca. Pipit passa al 451 allargando la margherita di centrocampo e rendendo ancora più evidente la superiorità bianca nella zona nevralgica del campo. In pochi minuti, Tancredi conclude in rete con un colpo di biliardo da campione una intensa azione bianca con palla recuperata sull'asse Di Florio-Lovis-Mecozzi. I Pipitoni prendono fiducia, Capanna trova i rubinetti chiusi, Losito avanza il raggio d'azione ma perde un po' il fiato, Taiger si eclissa come il Dandi quando Bufalo vuole ammazzare Gemito. Così in pochi minuti, i Bianchi si trovano avanti di quattro gol. Mecozzi sottomisura dopo essersi liberato in area, Tancredi con un siluro sotto la traversa, Lovisatti su rigore dopo fallo di Chiaps su Mecozzi, duello rusticano di spallate e spallucce. 
Lo sconforto rosso dura il tempo di un caffè, anche se le occasioni non sono mai troppo limpide, la collezione di calci d'angolo non porta a niente, finché Losito in slalom e Taiger su punizione accorciano le distanze e promettono un finale diverso, prima che Tancredi in contropiede non chiuda il conto sul 6 a 3. Pipit mette le bottiglie in frigo, Taiger indossa le ciabatte estive, la lotta per il terzo posto si infiamma a un miglio dal traguardo e adesso devo ascoltarmi un altro vocale di Dario che sembra un podcast.


MoM: Di Flumeri - Pipitone


PAGELLE
(Le ciabatte di Pipitone)


Hoti 6
Un gol e un assist nella penombra di una partita a doppia faccia, sgonfia da capitano e più che buona da giocatore. Ma a chi ha il suo talento si chiede sempre di più.

Ronca 6
Non fa errori ma non si rivela un valore aggiunto come immaginato sulla carta, non venendo chiamato ad interventi particolarmente difficili. Sui gol un pizzico di responsabilità solo sul tiro da fuori di Tancredi. Ma provateci voi.

Russo 6
Fedele alle consegne, come un postino che fa ogni giorno la stessa strada, prova a spingere ma non trova sponda nei compagni per avanzare oltre le calende greche della metà campo. Ma evita che Antonello diventi più pericoloso del tollerato.

Di Flumeri 6.5*
Avanza a testa bassa per cercare di creare superiorità sulla propria fascia e torna in difesa per contenere Valenti o Lovisatti. Il tutto con estrema eleganza e scioltezza, riuscendo a fare contemporaneamente anche altre duecento cose.

Chiaps 6.5
Protegge il territorio come un cane fa con la propria cuccia, ingaggia un duello assai fisico con Mecozzi che si conclude con alterne fortune, chiude su Di Florio e Lovisatti un paio di occasioni rischiose, poi prende il campo come il corner di Hyde Park e sproloquia sui massimi sistemi e sulla sua idea di calcio.

Di Vito 6
Gira in scooter ma sogna la Ferrari, morde il freno per avanzare di venti metri e rovesciare il banco, soffre come quando ti metti una maglietta di una taglia più piccola. Meglio nudo.

Losito 6.5
Supera presto lo spaesamento di un ruolo non suo, mettendo grinta e forza fisica nei recuperi di palla e nelle ripartenze. Alla distanza cala ma ha il merito di segnare il gol che illude che si possa riaprire la partita.

Romano 6
Partita di grande sacrificio, e di imperturbabile solitudine, a smistare palloni e correre all'indietro per recuperare, a costo di schiacciarsi troppo sulla linea dei difensori. 

Capanna 5.5
Come un nuvolone che promette un temporale ma che produce solo poche gocce di pioggia sabbiosa che resta sulle macchine. Resta il tarlo che le sue sgroppate possano avere un esito diverso. 

Rivano 6
Fisico da centravanti moderno, movenze alla Luca Toni prima maniera, si danna a lungo per la squadra e porta a casa la pagnotta, pur senza spostare più di tanto.

Luongo 6.5
La sua partita è tutta in un attimo sospeso in cui uno sguardo d'intesa tra lui e il suo capitano si traduce in movimento perfetto per il suo gol. E questo è tutto quello che so sull'amore.


(La disperazione di Hoti a fine partita)


Pipitone 7*
Occhio che adesso vi racconta quando faceva il terzino nei campi di pozzolana dell'Ogliastra, almeno tante volte quanto vi ha detto che faceva il bagnino a Forte dei Marmi o la comparsa a Cinecittà. Tutte esperienze di cui ha diplomi attaccati alle pareti, dietro quel mobile dove ha appena liberato un posto per il trofeo.

Mancini 6
Più taciturno di un custode napoletano, più economico di un videocitofono. Si cimenta perfino nel rinvio col piede malconcio. Sta per uscire dal garage pronto ad arare la fascia come un sol uomo.

Felici 7
Mi ha fatto venire in mente da quanti anni non faccio una pulizia dei denti, forse dall'ultima volta in cui ha giocato con noi. Si muove tra i rossi come il filo intertendale tra le gengive, ma la prossima volta non faccia passare tutto questo tempo.

Isesele 6
Luongo e Rivano sono diversi fisicamente come Zuzzurro e Gaspare, ma lui si cimenta nel controllo degli altri come regista che giudica i loro sketch. Finchè i muscoli non reggono predica bene e sopratutto razzola meglio.

(dal 55' Mallimaci 6.5: Salva Pipitone dalla seconda beffa consecutiva sul campo a undici, non facendo rimpiangere l'infortunato Isesele. Ed è tutto dire.)

Genovese 7
Non posso fare a meno di ricordare che il primo a metterlo difensore centrale fu chi scrive, anni fa. I risultati danno da tempo ragione a chi cavalca questa scelta. Seguitemi anche per altri consigli su dove mangiare bene a Napoli.

Patacchiola 7 
Tirato a lucido come la mia macchina il giorno di un matrimonio, si mette il cappello da chef e fa in modo di assaggiare ogni pallone che cucina per i suoi compagni e sopratutto per gli avversari. 

Tancredi 7
Ogni settimana che passa aumenta il suo peso specifico in ogni squadra che lo sceglie. Due gol pregevoli e una presenza costante in ogni zona del campo, al punto che gli avversari che se lo trovavano speravano in una chiamata dell'agenzia delle entrate per avere una buona notizia. Ma al telefono era sempre lui.

Di Florio 6.5
Come uno scalatore al giro d'Italia, cambia la marcia al momento giusto, regalando strappi importanti in cui manda in gol i compagni (chiedere a Basilio) e fa girare la testa ai difensori rossi. Lentamente sta tornando in forma, ad agosto sarà al top. Ma non troverà nessuno.

Valenti 7
Scommetto che da anni chi vuole fare il simpatico con lui gioca con il suo nome, senza sapere che "sempre meglio di Basilio" è un ossimoro, perchè quando vuole meglio di lui non c'è. Se è una femmina non so.

Mecozzi 7
Atlante che solleva il mondo non aveva i suoi muscoli di quando protegge il pallone, sportella come un traslocatore moldavo che porta un frigorifero su per sei piani, e scende con la maglietta bianca, intonsa. Marca il tabellino con un gol, e manda Pipit in estasi per la seconda settimana consecutiva.

Lovisatti 6.5
Probabilmente Giulio Andreotti, che ha fatto il presidente del Consiglio sette volte ed è stato trentaquattro volte ministro, sarà stato anche amministratore di condominio o presidente di una bocciofila. Allo stesso modo anche Lovisatti capisce quando è il momento di mettersi al servizio della squadra e lo fa egregiamente, contribuendo al coro dell'orchestra con classe e umiltà.

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