“Un paio di scarpe durava una vita e, se andavi scalzo d’estate, risparmiavi le scarpe e i piedi si rinforzavano.”
(F. Guccini)
Pipitone vince ancora. Dopo aver regolato Capanna lo scorso mercoledì, stavolta il veteranissimo riesce a fiaccare - con prima scelta a favore - la resistenza dello spauracchio Hoti, apparso in grande difficoltà. Settimana pasquale, tanti assenti. Mancano Mancini, Lovisatti, Luongo, Mana e Pepiciello, torna DiVito (in porta) e occorre affidarsi a Rosciglione (in versione novello Vollera) per trovare i giocatori per arrivare a diciotto. Esordiscono Radici (terzino sinistro), Bufalio (centrale) e Bernardi (ala). Serata gradevole, dal clima più che mite, in cui per la prima volta in stagione non c'è bisogno di magliette o calzamaglie termiche. Si ritorna a giocare (a nove) sul campo del Savio, pagando anche i buffi dell'ultima volta. Ben diciotto euro. I capitani si sentono poco prima delle otto, queste le formazioni.

Pipitone punta forte su Capanna, irrobustendo la difesa con DiFlumeri, Chiappetta, Geno e Granito, e condendo il tutto con Di Florio jolly e Losito davanti, oltre a Bernardi (autore di una buona prova) e Capanna sugli esterni. Taiger è costretto a improvvisare una difesa Bufalio-Russo-Mallimaci, con inizialmente Radici e Di Dio sugli esterni e Miniati-Rosciglione coppia mediana. I bianchi denotano un buon possesso, ma risulteranno piuttosto latitanti (complice anche una strenua difesa rossa) al momento della conclusione. Rosciglione macina grano e crusca in mezzo al campo, mentre Hoti apparirà davvero poco ispirato. Dall'altra parte, la difesa è solidissima. Chiappetta, DiFlu e Granito non sbagliano un intervento. Pipitone si piazza in mediana, ora con Geno, ora con Antonello, lasciando al trio Capanna-Bernardi-Losito licenza di offendere. Dopo qualche reciproca scaramuccia iniziale, la partita si sblocca grazie a un errore di DiVito che non trattiene un cross dalla destra e permette a Capanna un comodo tap-in. Reazione bianca affidata a tanti tiri da fuori, la maggior parte dei quali trovano sempre un piede, un gambone, una pancia, financo una faccia, dei difensori porporini, tanto che i vari portieri avranno davvero poco lavoro da fare. Dopo un paio di occasioni targate Hoti e Rosciglione, arriva comunque l'agognato pareggio. Volata sulla destra e cross teso in mezzo, Chiappetta riesce solo a sfiorare ed è bravissimo Radici, da posizione assai defilata, ad infilare la porta vuota di mezzo volo. Uno a uno. Segue una mezzoretta combattuta, con occasioni potenziali da ambo i lati. Losito coglie un clamoroso palo a tu per tu, Mentre Hoti conclude a lato da buona posizione. Il nuovo vantaggio rosso, arrivato intorno alla mezzora, porta la firma che non t'aspetti. Il buon Granito, votato migliore in campo, trova la zampata decisiva, sottomisura, sugli sviluppi di un corner spizzato da Chiappetta. A questo punto, i Rossi prendono campo e allungano nel punteggio. Finalmente Losito trova il diagonale a tu per tu con DiVito che porta i rossi sul tre a uno. Poi Rosciglione si divora un'occasionissima sottomisura, subito prima del quarto gol rosso. Pipitone si invola sulla sinistra, saltando Mallimaci ed arrivando davanti al portiere fin sulla linea di fondo, scarico indietro per l'accorrente Capanna che non sbaglia da posizione invitante. Finale in forcing per gli hotiani ma finisce così, con fischio finale puntualissimo alle 23:01. Con questo risultato, Pipitone blinda il secondo posto e si porta due punti dal capolista. Gran balzo anche per Chiappetta (ora quinto con Luongo) e Granito (settimo), che scavalca in un colpo solo Lovisatti, DiVito, Diddy e Mancini. Marcatori invariati, con Capanna (17) che consolida il quarto posto dietro al trio Luongo-Hoti-Lovisatti. Secondo MoM di fila per Rosciglione, primo stagionale per Granito.
In questi momenti bui della Storia, la ringhio regala qualche speranza di concordia e fratellanza.
Io chiedo: come può l'uomo uccidere un suo fratello? Eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento.
MoM: Granito - Rosciglione
PAGELLE GUCCINIANE
Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente, come se il tempo per noi non costasse l'uguale. Come se il tempo passato ed il tempo presente non avessero stessa amarezza di sale. CANZONE DELLE DOMANDE CONSUETE
RUSSO 6
Io ora mi alzo tardi tutti i giorni, tiro sempre a far mattino. Le carte, poi il caffè della stazione per neutralizzare il vino. Ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta. CANZONE DELLE OSTERIE DI FUORI PORTA
DI DIO 5.5
Ho visto la gente della mia età andare via, lungo le strade che non portano mai a niente. Cercare il sogno che conduce alla pazzia, nella ricerca di qualcosa che non trovano. (DI) DIO E' MORTO
DI VITO 5.5
Ma nel gioco avrei dovuto dirle "Senti, io ti vorrei parlare...". Poi, prendendo la sua mano sopra al banco, "Non so come cominciare...". Non la vedi, non la tocchi, oggi, la malinconia? Non lasciamo che trabocchi, vieni, andiamo, andiamo via. AUTOGRILL
MALLIMACI 6
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista. Io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. Io frocio, io perché canto so imbarcare. Io falso, io vero, io genio, io cretino. Io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino. Voglia di bestemmiare. L'AVVELENATA
RADICI 6.5
Ma è inutile cercare le parole, la pietra antica non emette suono. O parla, come il mondo e come il sole. Parole troppo grandi per un uomo. RADICI
BUFANIO 6
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione. E il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. FAREWELL
ROSCIGLIONE 6.5 *
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano? Di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova. QUELLO CHE NON...
MINIATI 5.5
Piccola città vetrate viola, primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione. Vecchie suore nere che con fede in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato. E di espiazione. Gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia. Correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West. PICCOLA CITTA'
(Il migliore in campo Rosso)
PIPITONE (c) 6.5
Cinque anatre andavano a sud. Forse una soltanto vedremo arrivare. Ma quel suo volo certo vuole dire, che bisognava volare. Che bisognava volare. LE CINQUE ANATRE
GENOVESE 6.5
Nel seme al vento afferri la fortuna. Al rosso saggio chiedi i tuoi "perché?". Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu. E il tempo passa e non ritorna più. UN ALTRO GIORNO E' ANDATO
DI FLUMERI 6.5
E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano. Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite. Sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite. LA LOCOMOTIVA
CHIAPPETTA 6.5
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato, e potrei rifarlo ora. Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora. VEDI CARA
GRANITO 7*
Se fossi più gatto, se fossi un po' più vagabondo, vedrei in questo sole, vedrei dentro l' alba e nel mondo. Ma c'è da sporcarsi il vestito e c'è da sgualcire il gilet: che mamma mi trovi pulito qui all' alba in via Fabbri 43! VIA PAOLO FABBRI, 43
DI FLORIO 6.5
Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perché, se penso a quella che eri (a quel che ero), che compassione che ho per me e per te. Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là, sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità. ESKIMO
BERNARDI 6.5
Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti. E le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti. Ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare. E avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare. CULODRITTO
CAPANNA 7
Sono un tipo antisociale, non m'importa mai di niente, non m'importa dei giudizi della gente. Odio in modo naturale ogni ipocrisia morale, odio guerre ed armamenti in generale. IL SOCIALE E L'ANTISOCIALE
LOSITO 6
Quando la piazza fermò la sua vita, sudava sangue la folla ferita. Quando la fiamma col suo fumo nero lasciò la terra e si alzò verso il cielo. Quando ciascuno ebbe tinta la mano, quando quel fumo si sparse lontano, Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava. All'orizzonte del cielo di Praga. PRIMAVERA DI PRAGA
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