venerdì 20 marzo 2026

XXV GIORNATA

 
Maronn' quant'è bello, quando vince Pepiciello!

(antico proverbio sannita)


Partita intensa, con Pepiciello finalmente sugli scudi, questa 25a giornata di Ringhiolega 2025/26. Rosa che sfiora i trenta fin dal sabato. Le consuete defezioni dell'ultimo minuto lasciano a casa Cominato, Di Vito, Giraldi e Miniati ed aprono la strada a Lovis, Mally, Manacorda e Graziosi. Hoti è in fuga e l'appuntamento ha il sapore dell'ultima chiamata per gli inseguitori Pepiciello e Pipitone. Si segnala, inoltre  il ritorno - dopo quasi un anno solare - di Samuele Corese, che sposterà non poco gli equilibri. C'è un solo portiere in rosa (Graziosi) che, strano a dirsi, sarà appannaggio di Taiger. La serata è rigida, ma il tempo è sereno e il terreno del Savio è nelle consuete condizioni. I capitani si fanno attendere fin quasi alle otto, queste le formazioni.


Stavolta il Pepix decide di usare l'artiglieria pesante puntando sul DiFlu dietro (con Chiaps. e Granus fidi scudieri)  e soprattutto sul trio Pipit-Corese-Tancredi in mediana a supporto del tridente offensivo Capanna-Mancini-Lovisatti. Dall'altra parte, Hoti sceglie Isesele-Comandini come coppia centrale, affida la mediana a Mecozzi e Geno (con Antonello libero di svariare), piazza Mallimaci alto a destra e un acciaccato Luongo davanti. La partita inizia con i bianchi predominanti nel palleggio e i rossi di rimessa. Gli hotiani si perdono nell'ultima scelta, mentre i pepiciellidi iniziano a collezionare (ed a sbagliare) diverse occasioni golose. Capanna ingaggia il solito duello "a tutto gas" con Mana, creando tanto ma fallendo spesso la conclusione, mentre dall'altra parte Mancini asfalta Di Dio. Saranno proprio del Mancio le prime due reti bianche, con due interni destri molto simili dal limite dell'area: il primo s'infila all'incrocio del primo palo, l'altro nell'angolo alto sul secondo. L'uno-due dei filosanniti fa sbarellare i rossi e serve una grande uscita bassa di Graziosi per evitare la tripletta manciniana. Nel finale di tempo, la timida reazione dei porporini non porta a grandi occasioni, mentre i bianchi sfiorano diverse volte il terzo gol ma sono troppo imprecisi nell'ultima stoccata. Il primo tempo finisce due a zero bianco e la ripresa inizia sulla medesima falsa riga del primo, con Tancredi e Corese che prendono saldamente in mano le redini della mediana. La fatica inizia a farsi sentire e gli spazi si allargano, favorendo occasioni da ambo i lati. Capanna e Russo concludono di poco fuori, Di Dio coglie il palo con una conclusione beffarda dal limite e Tancredi cicca da buona posizione una grande assistenza di Corese. Finché - intorno alla metà della ripresa - arriva il terzo gol bianco, che pare chiudere il discorso. Iniziativa insistita sulla sinistra, Russo mette in mezzo un pallone basso e teso che taglia fuori difesa e portiere avversario arrivando a Capanna da due passi, che non fallisce. La partita parrebbe chiusa, tanto che i bianchi andranno vicini anche al quarto gol, ma nel finale succede letteralmente di tutto. Prima Hoti accorcia trasformando con freddezza un calcio di rigore decretato per mani di Pepiciello su tiro dello stesso Taiger, poi Luongo - magistralmente imbeccato da un bel lancio di Genovese  - segna in diagonale il 2-3 a tu per tu, riaprendo tutto e creando sgomento fra i pepiciellidi, che  però  offrono subito una pronta reazione al fato apparentemente avverso. Prima Capanna sfiora il gol, su azione derivante dal calcio d'inizio dopo il gol di Luongo e quindi Lovisatti trova il definitivo 4-2 sfruttando al meglio l'ennesimo invito di Capanna dalla destra.  Con questo risultato, la coppia Pepix-Pipit riduce in un sol colpo la distanza dal capolista (ora a +3) ed allunga sul quarto (DiVito, ora a -7 da Pipitone). Si può affermare, a nove dalla fine, che il titolo parrebbe essere una corsa a tre. Marcatori invariati (per Luongo, Hoti e Lovis un gol a testa), mentre Corese e DiFlorio ottengono il loro primo gettone stagionale nei MoM. Alla prossima, ancora Hoti contro Pepix, con quest'ultimo prima scelta.

C'è aria di pugna e di pugnetta. Ma conta solo chi vince, tutto il resto svanirà. 

Come una scoreggia nel vento della sera.

MoM: Di Florio - Corese


PAGELLE SCORREGGIOSE

(Adam Lindin Lunkvist: giocatore del campionato svedese del 2016,  è stato espulso dopo aver ricevuto due cartellini gialli, con l'arbitro che ha motivato la decisione sostenendo che il giocatore avesse flatulato in campo, considerandolo un gesto antisportivo)


PEPICIELLO 7

Stavolta costruisce una corazzata e rialza la testa dopo le ultime sonore batoste, riaprendo ogni discorso. Solido in difesa, lucido nell'organizzare la squadra anche nelle rotazioni in porta. CASPER: è la più apprezzata e si manifesta nell’intimità delle proprie lenzuola; chiunque è tentato di annusarla a fondo e spesso, purtroppo, capita di non poterla dividere con alcuno o che non venga sufficientemente apprezzata,

GRANITO 6.5

Ritorna a fare il terzino sinistro con serenità e precisione. La serata è agevole e lui riesce a non complicarla. Puntuale. NABUCODONOSOR: è la più nobile e la più richiesta dagli estimatori; si verifica solo ogni dieci anni e coinvolge un’area estesa con la stessa intensità dell’epicentro; pur non essendo rumorosa è lunghissima nella fuoriuscita (circa 30 secondi), emana un calore incredibile ed è impossibile “tagliarla” o fermarne il processo di uscita. Chi l’ha provata in gruppo può dirsi fortunato.

RUSSO 6.5

Inizia in porta, poi all'ala, ma il meglio lo offre da terzino, ruolo che interpreta con abnegazione e perfino con relativa ferocia. In crescendo. SOUND RIP: inizialmente bassa e cupa aumenta il tono gradualmente fino a giungere a una quinta superiore

CAPANNA 6.5

Meriterebbe anche di più, non fosse per qualche occasione di troppo non concretizzata. E' comunque un crack, malgrado Mana lo costringa a sudare sette camicie. TSUNAMI: è la più potente e si verifica una sola volta nella vita. Devastante, riesce a impregnare l’ambiente in cui si è scatenata per intere settimane; è estremamente rumorosa e copre tutti i toni della scala udibile, nonché alcuni subtoni e ultrasuoni. 

CHIAPPETTA 6.5

Tornato a fare il difensore centrale, esegue con perizia. Sterilizza Luongo e si offre spesso come riferimento per l'impostazione dal basso. MARECHIARO: tipica dei paesi mediterranei si sviluppa dopo enormi pasti a base di pesce; è aspra e l’aroma ricorda il retro dei ristoranti di pesce ad agosto; mangiando anche frutti di mare il suo aroma è micidiale.

TANCREDI 6.5

Altra partita di forma e sostanza. Non è un caso che le sue squadre perdano davvero di rado. Si divora un'occasione ghiottissima, ma per il resto è semplicemente esemplare. GT: si manifesta solo in auto per la sindrome da finestrino chiuso, silenziosissima, calda e grassa; è di solito accompagnata dalla frase: “Viene da fuori…”.

CORESE 7*

Insieme a Tancredi, sposta gli equilibri della partita sdoppiandosi in un prezioso lavoro di taglia e cuci in entrambe le fasi. Votata migliore in campo. Grande ritorno. GT2: variante della GT con la differenza che, una volta aperto il finestrino, non esce e impregna la tappezzeria.

LOVISATTI 6.5

Unico punto di riferimento in avanti, fa reparto da solo offrendo una prova generosa al servizio dei suoi esterni. Trova il prezioso gol del definitivo 4-2. LOLITA: esclusivamente femminile, non fa rumore e ha un aroma del tutto particolare anche se, poi, si dice: “Non puzza”.

PIPITONE 6.5

Con siffatte mezzali ai suoi lati, può finalmente dedicarsi a dirigere il traffico con assoluta serenità e precisione. Costantemente sù e giù per il campo. UPPANDOWN: è la più difficile da gestire in quanto rimescolamento di materia solida e gassosa; l’arte sta nel “tagliarla” con un difficile esercizio pubococcigeo, comprimendo e rilasciando gradualmente le natiche, operazione che si può fare anche 3 – 4 volte prima che sia completamente esaurita.

DI FLUMERI 6.5

Altra prestazione granitica. Anzi no, rocciosa. Granitico potrebbe essere sminuente per uno come lui. Forte e saggio. MATUSALEMME: forte boato e odore, aria calda-umida.

MANCINI 7

Grandissima prestazione di corsa e costanza, impreziosita da due gol di pregevolissima fattura. Cala un po' nella ripresa, ma ci sta. JEROBOAM: E' quella dal boato più lungo in assoluto.



HOTI 5.5

Stavolta stecca. Scommette su cavalli non sicuri e nell'occasione ci rimette. Sul campo non brilla e s'incupisce quando le cose si mettono male. Ma avrà presto occasioni per rifarsi. JOKE: è la più temuta dagli sciatori e il fastidio che si avverte è soltanto sudore in mezzo alle natiche; infatti una volta controllato il contenuto delle mutande ci si accorge che nulla è accaduto.

GENOVESE 6

Alterna ottime cose con momenti di assenza. Il lancio per il gol di Luongo è una perla lucente nella notte tenebrosa. EOLINA: rumore cupo e basso, anticipa disordini intestinali ed è l’anticamera della Tristana.

DI FLORIO 6.5*

Il più brillante dei suoi. Unico a offrire un riferimento fra le linee avversarie, ingaggia duelli robusti ora con Tancredi, ora con Pipitone. Tenendo la testa sempre molto alta. TRISTANA: si manifesta a qualche ora dai pasti, è senza rumore e l’accompagna un gorgoglio intestinale. Odore acre e rispecchia il menu del pasto consumato.

LUONGO 6

Serata difficile per condizioni fisiche assolutamente non ottimali. Timbra comunque il cartellino. Non è poco. ASPIRINA: si manifesta dopo il terzo giorno di malattia e cura con antibiotici; è una via di mezzo tra una farmacia e il cesso di un ospedale.

DI DIO 5.5

Molti, al pub, non ricordavano fosse stato in campo mercoledì sera. Mancini lo ha cancellato come fosse una penna "Replay". BALTHAZAR: è più potente delle precedenti e si manifesta solo in particolari situazioni come dopo il cenone di Natale o dopo un forte occlusione intestinale.

GRAZIOSI 6.5

Fa quel che può con ciò che ha. Incolpevole sui gol (unica incertezza sul cross da cui nasce il quarto), si esibisce in un paio di uscite basse comunque determinanti. LOFFA: completamente silente, suscita una vivace ondata di sdegnate proteste. Ideale sui tram, autobus, treni, metró molto affollati. Ne bastano due per trovare posto a sedere.

MALLIMACI 6

Dopo i fasti della scorsa giornata, viene nuovamente schierato all'ala. Stavolta, però, la serata è più difficile. Dopo un discreto primo tempo, cala tremendamente alla distanza. HUMIDIS MACULATA: Una delle peggiori. Prende il nome dalle caratteristiche macchie che lascia sulle mutande. Complica terribilmente la vita in quanto bisogna cercare con urgenza un bidè per togliere le eccedenze e lavare i miseri resti. Rimane comunque mimetizzata sulle mutande molto scure.

MANACORDA 6.5

Gli tocca di nuovo duellare con Capanna. Dà sempre il fritto, ma stavolta ha sofferto molto, pur non mollando mai. DEFLAGRANTIS VULCANICA: Probabilmente la più temuta e odiata (specialmente da Capanna, ndr). Nel tirarla si prova una sensazione simile alla depilazione: è come se ci strappassero i peli del **** con la ceretta. Ascoltala e chiamala pure come ti pare.

MECOZZI 6

Si batte e si sbatte, ma con poco costrutto. Poco assistito dai compagni di reparto, stavolta gli tocca cantare e portare la croce. CALOFFA: silenziosissima ed estremamente calda all'uscita, cosa che ne favorisce la rapida diffusione. Gli effetti sono terribili. Spesso neanche l'autore riesce a sopportarla.

COMANDINI 6

Al rientro dopo diverse giornate di assenza, svolge l'ordinaria amministrazione senza patemi. Quando l'asticella si alza, però, va' in crisi pure lui. Nota di colore: porta il 44. MAGNUM: improvvisa, boato forte e corto, odore medio.

ISESELE 6.5

Ultimo (per qualcuno, unico) baluardo della difesa rossa, lotta su ogni pallone in nome della dottrina "homo homini luongus". Ma anche lui, alla fine, deve arrendersi all'evidenza, senza badare all'evenienza. DOPPIO MAGNUM: con odore più intenso.

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