All'esordio con la fascia al braccio, punta tutto sulla qualità. Può sicuramente recriminare per una partita che è sfuggita di mano quando sembrava essere in cassaforte. Ma avrà senz'altro tante altre occasioni per rifarsi. Veste con colori sgargianti ed è protagonista di inconfondibili e sfrenate danze col pallone fra i piedi, utili per impressionare le potenziali partner. RAGNO PAVONE
Come Michael Jordan nel 1994, il Campionissimo affida alle agenzia di stampa un semplice e conciso messaggio: "I'm back". Ed è subito tripudio. Piccolo mammifero endemico di alcune zone montuose della Cina, a metà tra un leprotto e un peluche, è difficilissimo da incontrare. Avvicinarlo e fargli goal, ancor di più. PICA DI ILI (Circus, per gli inglesi)
Unico terzino di ruolo in campo fra i suoi, si distingue per spinta e fisicità, confermando di aver imbroccato finalmente la strada giusta. Per hobby, si diverte a fare operatore, regista e montatore. Sopporta condizioni di aridità spaventose grazie alle proprietà della sua pelle, mentre è autore di dibattiti infuocati in campo, grazie al girar delle sue palle. DIAVOLO SPINOSO
Autore di una partita praticamente perfetta, in campo non regala un centimetro agli avversari, giocando sempre d'anticipo. Ennesimo salvataggio sulla linea. Ma il suo (contagioso) nervosismo nella ripresa è stato indicato dal suo capitano come una delle principali cause della rimonta subita. E' considerato l'unico mammifero noto per usare la stridulazione per generare suoni, un metodo più comunemente associato a insetti e serpenti. TENREC STRIATO DI PIANURA
Anche lui offre un prestazione encomiabile. Riportato al centro della difesa, sbaglia poco o nulla, esibendosi anche nei consueti lancioni scocozzanti. Quelli come lui li chiamano "waterbears" (orsi d'acqua). Vivono in quelle salate come in quelle dolci, a tutte le latitudini, e hanno capacità di sopravvivenza straordinarie. TARDIGRADO
Doveva essere l'anello debole della catena e invece dalle sue parti si soffre poco. Trova un gran gol di sinistro in controbalzo, l'ottavo in quindici apparizioni. Score notevolissimo. Trattasi di un uccello marino assai diffuso in Ecuador e nelle Galapagos. Più le zampe palmate sono azzurre, maggiore sarà il successo durante il corteggiamento. Comprati scarpini blu. SULA PIEDIAZZURRI
Anche da mediano centrale, non sbaglia un pallone. Grande partita, fatta di lucidità e tocco, ma anche di legna e randello all'occorrenza. Tiene fede al noto detto popolare "Se te cozza Mecozzi, so' cazzi!". Resta ancora un mistero la vera funzione della lunghissima zanna sul muso. Un'arma? Un organo sensoriale? Niente di tutto questo, in realtà serve a pungolare gli avversari e a inquadrare meglio la porta. NARVALO
Insieme al compagno di reparto, offre ancora una volta una prestazione impeccabile. Duetti, contrasti, aperture, stoccate, al suo repertorio non manca proprio nulla. Oltre ad avere spesso colori spettacolari, è unico nel suo genere perché possiede gli occhi più sofisticati di tutto il regno animale: ha 12 fotorecettori diversi. E in campo, si vede. CICALA DI MARE
DI FLORIO Antonello - Voto 6
Al rientro dopo un lungo stop (causa fastidiosa pubalgia) gioca inevitabilmente col freno a mano un po' tirato. Ma causa sfaceli ugualmente. Nella ripresa, cala comprensibilmente. In afrikaans lo chiamano "aardvark" ("maiale di terra"), ma invece ha una parentela con gli elefanti. Infatti la sua memoria calcistica non perde un colpo. ORITTEROPO
Gioca un partitone. Nella prima mezzora è letteralmente imprendibile. Non trova il gol, ma fa a fette la difesa avversaria come fosse burro, invitando a nozze i propri colleghi di reparto. Ha più di un "superpotere": è particolarmente resistente ai dolori e può sopravvivere a lungo in forte carenza di ossigeno. TALPA SENZA PELO
Prima scelta del proprio capitano, soffre non poco la scarsità di rifornimenti e le attenzioni morbose del duo Isesele-Granito. Ha sulla coscienza l'errore dal dischetto, che poteva cambiare l'esito della partita, ma ha anche segnato uno dei gol più belli (dal punto di vista tecnico) della Storia della Lega. Potrebbe sembrare un tenero animaletto, ma in realtà le punture di questa vespa (lo è, a dispetto del nome) sono velenosissime. FORMICA PANDA
HIGHLIGHTS DELLA PARTITA
Resta ancora là. Resistendo e soffrendo fino all'ultimo minuto. Punta sui suoi fedelissimi, che alla fine lo ripagano in pieno. Belli gli abbracci, davvero sentiti, con i suoi compagni a fine partita. Li ha ringraziati uno per uno. Da capitano navigato. Vuole restare il più sottotraccia possibile. Piccolo animale notturno della foresta del Madagascar, vi sfidiamo a distinguerlo dal fogliame. GECO SATANICO DALLA CODA A FOGLIA
Gli toccano Luongo, Di Florio , Hoti e ogni tanto anche Capanna (che abbatte senza pietà, all'abbisogna). Initium horribilis, ma poi cresce, non concedendo più niente. Armadillo sudamericano mezzo pelliccia mezzo corazza, ha uno stile di vita molto simile a una classica talpa. Nascosto sottoterra, sbuca quando l'avversario meno se lo aspetta. CLAMIFORO TRONCATO
ISESELE Isaiah - Voto 7
Tolti i primi venti minuti (come per tutti i Rossi), gioca una partita enorme. Dominante sul piano fisico, trova anche il gol che riaccende tutto con imperioso stacco. Sopra la testa presenta un prolungamento della colonna vertebrale. All'estremità, un'esca luminosa per attirare le prede nelle profondità degli abissi, senza che possano più fare ritorno in superficie. LOFIFORME
Le necessità della serata lo costringono a sacrificarsi come esterno basso, compito che il Nostro esegue con perizia e devozione, riuscendo (inizio a parte) a disinnescare spesso l'avversario di turno e ripartite con spinta. Appartiene a una specie endemica dell'Africa centrale (Congo, Uganda, Kenia) ed ha un aspetto particolarmente ispido per la consistenza delle sue scaglie dorsali. VIPERA SPINOSA DEI CESPUGLI
La prima scelta pipitoniana non delude. Prestazione votata come la migliore in campo per i suoi, condita anche dal gol del momentaneo 3-4. Vive un momento di forma straripante ed appartiene a una famiglia di anfibi del Sud America la cui pelle del ventre, trasparente, permette di vedere gli organi interni dall'esterno. Nel suo caso, si distinguono chiaramente i resti semi-digeriti dei dirimpettai a fine partita, conditi da brandelli di sfera di cuoio. RANA DI VETRO
Il solito metronomo del centrocampo. La palla, data a lui, viene messa praticamente in banca. Oltre a tutto questo, trova il gol del pareggio al novantesimo. Goduria allo stato puro. Abitualmente, vive nelle acque salate di alcune zone dell'Australia. Le "foglie" non sono altro che un camuffamento per sfuggire ai predatori. DRAGONE FOGLIA
Le critiche di quest'anno gli hanno fatto due orecchie così. Stavolta viene (salvo il finale) riportato all'attacco, offrendo una prova generosa, seppur sterile in fase di conclusione. Vive a profondità di 3-4 mila metri e no, quelle che vedete non sono orecchie. Sono pinne. Ecco perché se ne frega completamente di ciò che gli altri possono dire. POLPO DUMBO
Al rientro dopo una vita, la condizione non può certamente essere brillante. Pipitone lo piazza davanti a fare la boa (non nel senso di serpente). Lui canta e porta la croce. Ma lui è stonato e pure ateo, quindi la cosa non funzionerà proprio benissimo. Però la struttura fisica lo aiuta a tenere botta. È così grosso che i compagni lo chiamano comunemente "mucca di mare". DUGONGO
Partita generosa, impreziosita dal gol e da una lotta costante contro tutto il fronte avversario. Fa reparto da solo e conferma di aver superato il 'momento horribilis' di inizio anno. In più, dimostra di avere una straordinaria capacità di rigenerare le parti del proprio corpo. AXOLOTL
Spostato sull'esterno difensivo, inizia spingendo come un matto e sfornando un gran numero di cross, non sempre precisissimi. Poi arretra progressivamente il raggio d'azione, per coprire un Capanna davvero scatenato. Si tratta di un primate notturno del Madagascar che vive grazie al suo "dito medio" (che, infatti, mostra sistematicamente a tutti gli avversari): lo usa per indagare se sono o meno presenti larve (così definisce i dirimpettai) nella corteccia degli alberi, sfruttandolo poi come fosse un amo. Infatti, i poveri malcapitati che giocano dalla sue parti abboccano tutti. AYE-AYE
Innanzitutto, mezzo punto in più perché viene a giocare anche se la serata era prevista brutta. La rinuncia alla prossimità della febbre è un gesto notevole. In campo, offre riferimento e ordine, come da consuetudine. Ricoperto da foltissime setole bionde dove colonizzano migliaia di batteri, è una creatura abissale ritrovata qualche anno fa al largo dell'Isola di Pasqua. Poco dopo Natale. GRANCHIO YETI


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