venerdì 6 febbraio 2026

XIX GIORNATA

 
Il ritorno del Re.
(dal libro "Tolkien racconta Cappiello")

E' stata una notte di sogni, di coppe e di campioni quella di mercoledì sera, valida per la diciannovesima giornata della nostra amata Ringhioleague. Rosa abbondante, tempo da lupi, si gioca sul campo a undici del Savio dal fondo pesantissimo, causa copiose piogge di giornata. Ritorna il campionissimo in porta, insieme al redivivo Di Florio, resta invece fuori Graziosi perché Lovisatti, un po' a sorpresa dopo l'infortunio alla caviglia patito nella scorsa partita, si dichiara disponibile a scendere in campo a difesa del suo primato (su Granito) nelle ringhiopresenze "all time". Oltre a Pipitone, il capitano di giornata è l'esordiente Hoti. I capitani si sentono nel tardo pomeriggio e, dopo un lungo batti e ribatti, decretano le seguenti formazioni.


Hoti si presenta al campo con colpevole ritardo (incredibilmente, al calcio d'inizio, non piove), mentre Mallimaci sistema l'impianto video per le ormai consuete riprese da bordo campo. L'oriundo albanese scommette forte sul talento, mettendo su un attacco scoppiettante (Luongo, Di Florio, Capanna), mentre la mediana è affidata al duo Tancredi-Mecozzi e la difesa al quartetto Mallimaci-Chiappetta-Pepiciello-DiDio. Risponde il Pipit puntando su un blocco centrale con poca gamba ma molta sostanza. Confermato il duo Isesele-Granito su Luongo, con Di Flumeri e Mancini ai lati, centrocampo a rombo con Patacchiola, Romano e Miniati, sorpresa Genovese (o Russo) davanti, insieme al bomber patavino. Le voci della vigilia sono altalenanti. C'è chi crede che i bianchi siano il Brasile di Tele' Santana, mentre altri ritengono che l'esperienza Rossa avrà la meglio. Pronti-via e la partita sembra già decisa. Passano solo una venticinquina di minuti e il risultato recita già 4-0 per i bianchi! I fantastici quattro seminano il panico nella retroguardia avversaria che fatica a prendere le giuste contromisure, mentre i Rossi praticamente superano la metà campo solo con i cross dalla destra di Gianluca. Apre Tancredi con un tiro dal limite che s'insacca sul primo palo, con Pipit in porta che non lo vede partire. Subito dopo raddoppia Di Dio: bell'azione di prima che libera Mallimaci sulla destra, cross arretrato ed ecco che il potentino che non ti aspetti scocca un gran tiro di controbalzo che s'insacca sul primo palo. Rossi in confusione, bianchi ancora a segno: Luongo (partita difficile la sua) trova uno dei gol dell'anno, inventandosi un pallonetto in drop di esterno destro, su grande imbucata di Hoti, che s'insacca morbido sul palo lontano. Ma non finisce qui. Ancora un paio di minuti, ed ecco capitan Hoti suggellare un inizio stratosferico, con un interno destro piazzato dal limite. Nemmeno mezzora e la partita pare già finita. I Rossi, però, hanno il merito di non perdere la testa. Piano piano, la difesa si assesta e la mediana inizia a fare il proprio mestiere. Mancano velocisti sugli esterni, quindi bisogna giocare pallatterra e sui piedi. Onestamente, la percezione rimane comunque quella secondo la quale i tageristi parrebbero poter segnare ancora da un momento all'altro. Tancredi disegna calcio, sventagliando  destra e manca per le corse di uno scatenato Capanna e di un volitivo Antonello, mentre Mecozzi mette in cascina una gran quantità di fieno e legna per l'inverno. Ma pallone, si sa, segue spesso traiettorie imperscutabili. Tomi tomi, cacchi cacchi, i pipitini cominciano a masticare calcio, misto al sudore e al sangue. A dieci dal termine della prima frazione, Lovisatti - liberato a centro area da una buona azione corale - infila Cappiello a tu per tu, ridando entusiasmo ai suoi. Proprio allo scadere di frazione, è Isesele a insaccare il 2-4 con imperioso stacco di testa su cross di Mancini su punizione dalla sinistra. Il primo tempo si chiude così. Ad inizio ripresa, nuova sliding-door della partita: Isaiah atterra Luongo in area provocando il calcio di rigore del possibile 2-5. Lo stesso luca va dal dischetto ma è bravissimo Lovisatti, contro ogni pronostico, ad intercettare il tiro e a deviare in corner, regalando ai suoi la prospettiva di un'altra occasione per tentare la rimonta. Tanto per sottolineare l'epicità dell'incontro, inizia a piovere. All'inglese. La partita si fa maschia, con continui capovolgimenti di fronte. Chiappetta, uno dei migliori in campo, inizia a temere il peggio e a polemizzare con le scelte (troppo offensive, a parer suo) del proprio capitano. Il nervosismo bianco è benzina per i pipitini, che provano a spingere senza remore sull'onda del consueto grido di battaglia ("Daje che so' cotti!") del proprio capitano. Pipitone salva sulla linea un tap-in di Mallimaci, gli risponde Chiappetta, salvando sulla linea un tiro dello stesso Pipitone (a Cappiello battuto) scoccato dopo che il palo crudele aveva ribattuto una conclusione di Di Flumeri a colpo sicuro. Finale palpitante. A dieci dalla fine, angolo dalla sinistra per i Rossi, battuto basso al centro, che attraversa tutta la porta, fra lisci e deviazioni, per arrivare docile sul destro di Romano che, da due passi, insacca il 3-4. Il resto, è Storia. Proprio all'ultimo assalto, infatti, Lovisatti viene steso al limite dell'area dal Chiaps. Punizione dal centrodestra, che il capitano affida d'imperio a Patacchiola: sinistro rasoterra velenoso sul palo lontano, che passa fra varie gambe e un paio di lisci, prima d'insaccarsi beffardamente alla destra di Cappiello. E' il pareggio e il tripudio Pipitoniano. Raramente si era vista una rimonta da 0-4 sul campo grande. Hoti si lecca le ferite, rimuginando sull'occasione persa, ma resta consapevole che il futuro può essere suo. Pipitone resiste, resiste, resiste. Ma manca ancora davvero un'enormità per fare qualche bilancio. Prestazioni top di Tancredi, Chiappetta, Pepiciello, Capanna e Mecozzi nel bianchi e di Romano, Patacchiola e la difesa nei rossi. Distanze in classifica generale pressoché invariate, a parte il punticino perso dall'assente Di Vito.  Luongo allunga nei marcatori. 

Ma 'sto campionato è 'na brutta bestia davero davero.


MoM: Mecozzi - Romano



PAGELLE


HOTI Taiger (c) - Voto 6.5

All'esordio con la fascia al braccio, punta tutto sulla qualità. Può sicuramente recriminare per una partita che è sfuggita di mano quando sembrava essere in cassaforte. Ma avrà senz'altro tante altre occasioni per rifarsi. Veste con colori sgargianti ed è protagonista di inconfondibili e sfrenate danze col pallone fra i piedi,  utili per impressionare le potenziali partner. RAGNO PAVONE


CAPPIELLO Emilio - Voto 6

Come Michael Jordan nel 1994, il Campionissimo affida alle agenzia di stampa un semplice e conciso messaggio: "I'm back". Ed è subito tripudio. Piccolo mammifero endemico di alcune zone montuose della Cina, a metà tra un leprotto e un peluche, è difficilissimo da incontrare. Avvicinarlo e fargli goal, ancor di più. PICA DI ILI (Circus, per gli inglesi)


MALLIMACI Gabriele - Voto 6.5

Unico terzino di ruolo in campo fra i suoi, si distingue per spinta e fisicità, confermando di aver imbroccato finalmente la strada giusta. Per hobby, si diverte a fare operatore, regista e montatore. Sopporta condizioni di aridità spaventose grazie alle proprietà della sua pelle, mentre è autore di dibattiti infuocati in campo, grazie al girar delle sue palle. DIAVOLO SPINOSO


CHIAPPETTA Alessandro - Voto 6.5

Autore di una partita praticamente perfetta, in campo non regala un centimetro agli avversari, giocando sempre d'anticipo. Ennesimo salvataggio sulla linea. Ma il suo (contagioso) nervosismo nella ripresa è stato indicato dal suo capitano come una delle principali cause della rimonta subita. E' considerato l'unico mammifero noto per usare la stridulazione per generare suoni, un metodo più comunemente associato a insetti e serpenti. TENREC STRIATO DI PIANURA


PEPICIELLO Raffaele - Voto 6.5

Anche lui offre un prestazione encomiabile. Riportato al centro della difesa, sbaglia poco o nulla, esibendosi anche nei consueti lancioni scocozzanti. Quelli come lui li chiamano "waterbears" (orsi d'acqua). Vivono in quelle salate come in quelle dolci, a tutte le latitudini, e hanno capacità di sopravvivenza straordinarie. TARDIGRADO 



DI DIO Alessio - Voto 6.5

Doveva essere l'anello debole della catena e invece dalle sue parti si soffre poco. Trova un gran gol di sinistro in controbalzo, l'ottavo in quindici apparizioni. Score notevolissimo. Trattasi di un uccello marino assai diffuso in Ecuador e nelle Galapagos. Più le zampe palmate sono azzurre, maggiore sarà il successo durante il corteggiamento. Comprati scarpini blu.  SULA PIEDIAZZURRI


MECOZZI Gianmarco - Voto 7*

Anche da mediano centrale, non sbaglia un pallone. Grande partita, fatta di lucidità e tocco, ma anche di legna e randello all'occorrenza. Tiene fede al noto detto popolare "Se te cozza Mecozzi, so' cazzi!". Resta ancora un mistero la vera funzione della lunghissima zanna sul muso. Un'arma? Un organo sensoriale? Niente di tutto questo, in realtà serve  a pungolare gli avversari e a inquadrare meglio la porta. NARVALO


TANCREDI Sasà - Voto 7

Insieme al compagno di reparto, offre ancora una volta una prestazione impeccabile. Duetti, contrasti, aperture, stoccate, al suo repertorio non manca proprio nulla. Oltre ad avere spesso colori spettacolari, è unico nel suo genere perché possiede gli occhi più sofisticati di tutto il regno animale: ha 12 fotorecettori diversi. E in campo, si vede. CICALA DI MARE


DI FLORIO Antonello - Voto 6

Al rientro dopo un lungo stop (causa fastidiosa pubalgia) gioca inevitabilmente col freno a mano un po' tirato. Ma causa sfaceli ugualmente. Nella ripresa, cala comprensibilmente. In afrikaans lo chiamano "aardvark"  ("maiale di terra"), ma invece ha una parentela con gli elefanti. Infatti la sua memoria calcistica non perde un colpo. ORITTEROPO 


CAPANNA Alessandro - Voto 7

Gioca un partitone. Nella prima mezzora è letteralmente imprendibile. Non trova il gol, ma fa a fette la difesa avversaria come fosse burro, invitando a nozze i propri colleghi di reparto. Ha più di un "superpotere": è particolarmente resistente ai dolori e può sopravvivere a lungo in forte carenza di ossigeno. TALPA SENZA PELO


LUONGO Luca - Voto 6

Prima scelta del proprio capitano, soffre  non poco la scarsità di rifornimenti e le attenzioni morbose del duo Isesele-Granito. Ha sulla coscienza l'errore dal dischetto, che poteva cambiare l'esito della partita, ma ha anche segnato uno dei gol più belli (dal punto di vista tecnico) della Storia della Lega. Potrebbe sembrare un tenero animaletto, ma in realtà le punture di questa vespa (lo è, a dispetto del nome) sono velenosissime. FORMICA PANDA



HIGHLIGHTS DELLA PARTITA





PIPITONE Dario (c) - Voto 6.5

Resta ancora là. Resistendo e soffrendo fino all'ultimo minuto. Punta sui suoi fedelissimi, che alla fine lo ripagano in pieno. Belli gli abbracci, davvero sentiti, con i suoi compagni a fine partita. Li ha ringraziati uno per uno. Da capitano navigato. Vuole restare il più sottotraccia possibile.  Piccolo animale notturno della foresta del Madagascar, vi sfidiamo a distinguerlo dal fogliame. GECO SATANICO DALLA CODA A FOGLIA


GRANITO Federico - Voto 6.5

Gli toccano Luongo, Di Florio , Hoti e ogni tanto anche Capanna (che abbatte senza pietà, all'abbisogna). Initium horribilis, ma poi cresce, non concedendo più niente. Armadillo sudamericano mezzo pelliccia mezzo corazza, ha uno stile di vita molto simile a una classica talpa. Nascosto sottoterra, sbuca quando l'avversario meno se lo aspetta. CLAMIFORO TRONCATO


ISESELE Isaiah - Voto 7

Tolti i primi venti minuti (come per tutti i Rossi), gioca una partita enorme. Dominante sul piano fisico, trova anche il gol che riaccende tutto con imperioso stacco. Sopra la testa presenta un prolungamento della colonna vertebrale. All'estremità, un'esca luminosa per attirare le prede nelle profondità degli abissi, senza che possano più fare ritorno in superficie. LOFIFORME


MANCINI Stefano - Voto 6.5

Le necessità della serata lo costringono a sacrificarsi come esterno basso, compito che il Nostro esegue con perizia e devozione, riuscendo (inizio a parte) a disinnescare spesso l'avversario di turno e ripartite con spinta. Appartiene a una specie endemica dell'Africa centrale (Congo, Uganda, Kenia) ed ha un aspetto particolarmente ispido per la consistenza delle sue scaglie dorsali. VIPERA SPINOSA DEI CESPUGLI


ROMANO Francesco - Voto 7*

La prima scelta pipitoniana non delude. Prestazione votata come la migliore in campo per i suoi, condita anche dal gol del momentaneo 3-4. Vive un momento di forma straripante ed appartiene a una  famiglia di anfibi del Sud America la cui pelle del ventre, trasparente, permette di vedere gli organi interni dall'esterno. Nel suo caso, si distinguono chiaramente i resti semi-digeriti dei dirimpettai a fine partita, conditi da brandelli di sfera di cuoio. RANA DI VETRO


PATACCHIOLA Fabio - Voto 7

Il solito metronomo del centrocampo. La palla, data a lui, viene messa praticamente in banca. Oltre a tutto questo, trova il gol del pareggio al novantesimo. Goduria allo stato puro. Abitualmente, vive nelle acque salate di alcune zone dell'Australia. Le "foglie" non sono altro che un camuffamento per sfuggire ai predatori. DRAGONE FOGLIA


RUSSO Luigi - Voto 6

Le critiche di quest'anno gli hanno fatto due orecchie così. Stavolta viene (salvo il finale) riportato all'attacco, offrendo una prova generosa, seppur sterile in fase di conclusione. Vive a profondità di 3-4 mila metri e no, quelle che vedete non sono orecchie. Sono pinne. Ecco perché se ne frega completamente di ciò che gli altri possono dire. POLPO DUMBO


GENOVESE Daniele - Voto 6

Al rientro dopo una vita, la condizione non può certamente essere brillante. Pipitone lo piazza davanti a fare la boa (non nel senso di serpente). Lui canta e porta la croce. Ma lui è stonato e pure ateo, quindi la cosa non funzionerà proprio benissimo. Però la struttura fisica lo aiuta a tenere botta.  È così grosso che i compagni lo chiamano comunemente "mucca di mare". DUGONGO


LOVISATTI Marco - Voto 6.5

Partita generosa, impreziosita dal gol e da una lotta costante contro tutto il fronte avversario. Fa reparto da solo e conferma di aver superato il 'momento horribilis' di inizio anno. In più, dimostra di avere una straordinaria capacità di rigenerare le parti del proprio corpo. AXOLOTL


DI FLUMERI Gianluca - Voto 6.5

Spostato sull'esterno difensivo, inizia spingendo come un matto e sfornando un gran numero di cross, non sempre precisissimi. Poi arretra progressivamente il raggio d'azione, per coprire un Capanna davvero scatenato. Si tratta di un primate notturno del Madagascar che vive grazie al suo "dito medio" (che, infatti, mostra sistematicamente a tutti gli avversari): lo usa per indagare se sono o meno presenti larve (così definisce i dirimpettai) nella corteccia degli alberi, sfruttandolo poi come fosse un amo. Infatti, i poveri malcapitati che giocano dalla sue parti abboccano tutti. AYE-AYE


MINIATI Giuliano - Voto 6.5

Innanzitutto, mezzo punto in più perché viene a giocare anche se la serata era prevista brutta. La rinuncia alla prossimità della febbre è un gesto notevole. In campo, offre riferimento e ordine, come da consuetudine. Ricoperto da foltissime setole bionde dove colonizzano migliaia di batteri, è una creatura abissale ritrovata qualche anno fa al largo dell'Isola di Pasqua. Poco dopo Natale. GRANCHIO YETI

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