Ieri notte riflettevo su quanto è bello tornare a giocare al calcio e ritrovare tutti voi ringhioamici. L'adesione continua a essere pazzesca, si gioca sempre a undici e ormai i rapporti si sono cementati anche come persone. Gli intrecci fra i vari giocatori stanno diventando amicali, lavorativi o di altra utilità. Tutto davvero bellissimo: la fratellanza, la reciproca disponibilità, sapere che l'altro c'è sempre se hai bisogno di una mano. Questa sono le cose che creano un gruppo vero, solido, come quello della nostra amata Lega. Ci riflettevo, come vi dicevo, verso l'una e mezza, proprio mentre tonavo a casa a piedi da via di acqua bullicante, perché non ho trovato passaggio per tornare a casa dopo il pubetto. E mancava pure una quota nel totale di ieri. Ma la fratellanza è bellissima. Anche quando si tratta di rispettare la chiamata - seppur errata - dell'avversario. Tutti subito pronti! Come allegri miTili ignoti. Non vorrei smettere di parlare di questo, ma mi tocca (soffrendo) arrivare alla fredda cronaca. Si parte a punti pari, con Di Vito, voglioso di riscattare lo scorso cappotto, che punta sull'esperienza di Omino, Granito, Felici e Lovisatti e sui rientranti Pipitone e Hoti. Risponde il Romano, tassicurandosi le fasce col duo Capanna-DiFlorio e investendo forte sul magic moment di Miniati e Patacchiola in mediana. Queste le formazioni.
Pronti-via e nulla lascia presagire la disfatta. Il rombo in mediana inizialmente pare funzionare e Cataldo trova con buona intuizione Lovisatti sul filo del fuorigioco. Emilio respinge in uscita forse fuori area, ma il tap-in del patavino mette tutti d'accordo (tecnicamente autogol di Vollera, nell'estremo tentativo di spazzare). Uno a zero rosso. E "fino a qui tutto bene", direi. Ma, proseguendo nella citazione del film L'Odio (di M.Kassowitz), "Il problema non è la caduta. E' l'atterraggio". Durante il volo, ovvero forse per i primi venti minuti, gli uomini del lanzichenecco propongono un discreto calcio. Di Vito davanti la difesa, Mancini ed un arrugginito Pipitone ai lati, Hoti negli interstizi e Cataldo-Lovisatti davanti. Qualcosa si produce. Un velenoso tiro di Cataldo dal limite chiama Emilio alla deviazione in angolo, dopo bella sgroppata del patavino. Il pareggio bianco arriva non comunque non molto dopo. Prima offensiva Romana con due salvataggi in extremis e poi, proprio quando la paura pare passata, brutta palla persa in uscita con Antonello che - davanti al portiere avversario - scarica su Capanna che segna a porta vuota (forse partendo più avanti del DiFlo, sul passaggio). DiFlumeri chiama il fuorigioco, ma i bianchi decidono di no. Uno a uno. La sliding doors della partita arriva intorno alla mezzora. Lovisatti si inventa una volata sulla destra e serve rasoterra un pallone delizioso a Taiger, a tre metri dalla porta. Il Nostro però ci va molle ed Emilio (comunque bravissimo) ringrazia ed abbranca in presa bassa. Praticamente sul capovolgimento di fronte, Di Florio ribalta di nuovo il campo, mette in mezzo, una prima respinta s'impenna e Luongo - di volo - prende in pieno il palo, la sfera arriva a Miniati, due finte e gol sul primo palo per il vantaggio bianco. Da questo momento i Romani si impossessano del gioco e non lo lasceranno più. Prima della fine del tempo, arriva anche il tre a uno, ancora di Luongo, che finalizza di giustezza un altro contropiede chirurgico sull'asse DiDio-DiFlorio. A inizio ripresa, DiVy (estenuato dalla pressione psicologica di Felici) prova ad avanzare Pipitone, arretrando Tiger e passando a tre dietro, ma la sostanza non cambia affatto. La manovra bianca è quasi un costante torello e Antonello-Capanna distruggono gli avversari a martellate. Granito che gioca mezzala destra e risulterà il migliore in campo la dice lunga anche a chi non c'era sull'andamento del match. Nel nulla porporino della ripresa, i Francescani dilagano, come il Nulla di Fantàsia in un famoso film per ragazzi dei tempi miei. Altro gol di Luongo in serpentina, Di Dio (papabile capitano, insieme a Miniati, per la prossima) segna di nuovo con pregevole sinistro confermando lo straordinario momento di forma, irridendo gli avversari con la sua impermutabile paciosità. Occorre segnalare - per onestà intellettuale - come tutti i gol bianchi siano stati frutto di azioni assai pregevoli. Il 2-6 è ancora frutto di un autogol di Vollera, stavolta con scivolata dal limite (da ultimo uomo su Lovisatti) che infila beffarda Emilio all'angolino. Insomma, la megalomania di capitan Romano arriva al fatto che oggi ha voluto che i suoi facessero pure i gol dell'avversario! Un cannibale. Chiudiamo il necrologio porporino con lo sbrocco di DI Vito, che inizia a insultare calcisticamente i suoi crollando psicologicamente stritolato dal peso della fascia, e con l'ultima rete bianca, ancora Luongo che si prende il lusso di mettere tutti a sedere in area, prima di infilare l'angolino di esterno destro. Nei bianchi davvero tutti bravissimi, nei rossi si salvano Felici, Omino e Granito, che coglie una clamorosa traversa (bravissimo Emilio a deviare con la punta delle dita) grazie a un gran DESTRO (!) in drop da limite dell'area. In classifica romano vola (ma forse ssalta la oprossima), portandosi dietro il duo Miniati-DiDio. Anche Capanna rivede la vetta. Luongo fa un bel balzo fra i marcatori. Alla prossima.
MoM: Granito - Miniati
PAGELLE
"AMIGA 500"
Ne fa sedici in due partite, viaggia a una media-punti vertiginosa. Se continua così, può saltare un terzo delle partite e vincere lo stesso il trofeo. Ma la ringhiolega, si sa, è una maratona. Una lui ha fame e voglia di azzannare. SHADOW OF THE BEAST
CAPANNA 7CHIAPPETTA 6.5
Nulla da dire sulla prova del buon Ale. Ordinato, preciso, puntuale. Nessun grande acuto, ma grande attenzione. Da provetto scacchista, si muove silenzioso fra le pieghe della mediana. BATTLE CHESS
DI DIO 7Ancora gol, ancora assist, ancora qualità e solo io lo voto come MoM? C'è qualcosa di marcio in questa Lega. In combutta col DiFlo, fa a pezzi la fascia avversaria, costruendo città ove prima c'era solo la sabbia. SIM CITY
DI FLORIO 7Con Di Dio e Luongo è l'emblema del "Power's Power" andato in scena ieri sera. La Potenza, si sa, scorre ormai forte nelle vene dei ringhioz. Inarrestabile quando parte pallalpiede, altruista sottorete, decisivo quando vuole. Mente fina in piede fino. SENSIBLE SOCCER
LUONGO 7Continua a dispensare calcio sapiente in quantità industriale. Perno di equilibrio della manovra, offre un'altra prestazione inappuntabile, con la quale si riaffaccia prepotentemente nelle zone altissime della classifica. Sopravvivrà alle prime piogge? PRINCE OF PERSIA
PATACCHIOLA 6.5Dopo un paio di prestazioni difficili, torna a spiccare il volo sterilizzando il malcapitato di turno. Si combina molto bene con Romano nelle posiozini, lasciando poco al caso e agli avversari. Lancia in resta. DEFENDER OF THE CROWN
VOLLERA 6Partita robusta la sua, apprezzabile anche per qualche inserimento e conclusione offensivi. Ma nell'immaginario collettivo resterà scolpita la straordinari doppietta nella porta sbagliata (ed anche di pregevole fattura), che gli costa mezzo punto. Va anche detto che combatte abbestia. STREET FIGHTER
La Storia decreta che ha puntato ancora sui cavalli sbagliati. Naufraga completamente nel secondo tempo, ove umilia quelle pippe infami dei suoi compagni. Forse giustamente. Nove più sette uguale sedici. Diviso due, otto di media. AMMAZZA CHE MAZZA
CATALDO 5
Dopo una buona occasione, un bell'assist per Lovis e uno scontro aereo con Romano, si spegna completamente. Anche a causa di una collocazione tattica fluida. Travolto dal disordine generale dei suoi, fa un passo indietro rispetto alle recenti esibizioni. BALL RIDER
DI FLUMERI 6
Fra i pochi dei suoi ad offrire una prestazione vagamente dignitosa, dotata di un minimo di tigna, si distingue per un paio di salvataggi in extremis, che comunque non possono evitare il tracollo. Ad majora. NINJA SPIRIT
FELICI 6
Molla per ultimo e risulta senz'altro fra i migliori in campo, però stalkerizza il capitano creando parecchia confusione tattica e contribuendo ad alimentare un clima di rimbambimento generale. Dietro la collina. PLAYER MANAGER
GRANITO 6.5*
Quest'anno sta assaporando gusti mai provati. Prima ala, poi mezzala di piede invertito. Almeno mette grinta e qualche pallone recuperato. Oltre ad una gran tiro dalla distanza, da sbrilluccicarci gli occhi, che solo la sfortuna non ha tramutato in goal. OVER THE NET
HOTI 5
Devo premettere che non l'ho mai visto correre tanto come ieri sera. Però per lo più a vuoto. Incide raramente nel vivo della manovra, pure sbattendosi assai. Alla fine, molla anche quel poco che ci poteva da tenere. Esiziale l'errore sotto porta alla mezzora del primo tempo. MONKEY ISLAND
LOVISATTI 5.5
Diciamo subito che tutte le cose migliori rosse portano la sua firma. Però ovviamente la gara è stata insufficiente in senso assoluto. Ma le sue responsabilità sono abbastanza minime stavolta. Offre assist dilapidati e provoca comunque entrambe le reti dei suoi. STARTRASH
MALLIMACI 6
E' nel novero di quelli che non hanno mai mollato. Stantuffa sulla fascia, provando ad arginare l'inarginabile e ad inventare l'inventabile. Ha una sola, grande, pecca: l'ho lasciato che non orizzontalizzava e lo ritrovo che non orizzontalizza. CENTURION
MANCINI 5
E' noto che il suolo di mezzala destra sia per lui fra i più antipatici. Si sacrifica sempre, ma non trova misura né posizione, disperdendosi nel corso del match. Avrà corso anche lui dieci chilometri. Inutilmente. HOSTAGES
OMINOSTANCO 6
Malgrado gli avversari mettano sempre la freccia, lui non sfigura. Magari sbaglia nell'alzarsi tanto sull'esterno, nella ripresa, però corre, corre, corre e spesso da fastidio ad avversari molto più rapidi di lui. E' sempre un martello. HAMMER BOY
PIPITONE 5
L'ordine alfabetico lo relega (giustamente) per ultimo. Paga l'inattività e una partita brutta da parte di tutti, ma non ci sono scusanti. Aveva promesso attitudine, ha invece dato poco o niente. Occorre riprendere il ritmo in fretta. GHOST AND GOBLIN'S
























2 commenti:
Protesto per il 6 a Vollera. Grande prestazione , con due autogol uno piu sfortunato dell’altro.
Dura lex, Mad max
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