
La giornata di mercoledì (e quelle successive) potrebbero tranquillamente intitolarsi "La Grande Fuga". Prima di tutto, perché il buon Geno - di novo capitano all'inizio, come accadde già lo scorso anno - inaugura la prima mini-fuga in classifica della attuale stagione, issandosi a 13 punti. Dietro, staccati di due lunghezze, troviamo Omino e Miniati, mentre salgono a 10 punti Isesele e Romano, andando a fare compagnia a Capanna. A nove punti, ecco il quartetto Patacchiola-Pipitone-Giudice-Luongo. Perché mi dilungo in questo modo sul dipanarsi della graduatoria? Perché si sta preannunciando un incredibile 'fuggi-fuggi', in vista del prossimo incontro, da parte di gran parte dei papabili capitani. Geno e Omino sono in forse per problema bimbi, Miniati ha un impegno, Isesele torna a novembre, attendiamo le iscrizioni per vedere se tornerà Capanna. Ma, insomma, c'è bagarre. Scalda i motori perfino Luongo, primo 'papabile', in virtù della classifica avulsa, del quartetto a nove punti. Ma torniamo alla partita. La rosa alla vigilia presenta una morìa di attaccanti, dalla quale si salva solo Luongo, che giocherà coi Rossi del buon Geno. Dall'altra parte, intuizione dell'Omino, che piazza Pietro il Grande (è proprio il caso di dirlo) come centravanti-boa, stile pivot, dall'alto dei suoi due metri di altezza.

Lo schema bianco prevede: palla a DiVito davanti la difesa, serpentina iniziale e scarico preferibilmente per Valenti oppure sul riferimento davanti a fare da sponda. Rossi che sulla carta hanno molte soluzioni. La manovra può iniziare da Romano o da Isesele - con licenza di sganciarsi - oppure da Pipit, Geno o Patacchiola, con Izzo e l'esordiente Somma (autore di 1+1 gol all'esordio) che fanno le finte ali, accentrandosi spesso per formare una sorta di albero di Natale a sostegno dell'unica punta Luongo. I Bianchi giocano un primo tempo più generoso ed anche più cinico. I Rossi iniziano un pochino troppo leziosi, forse consci della maggior caratura tecnica in campo. Dopo pochi minuti la partita si sblocca grazie ad un errore del portiere occasionale rosso, cui scivola il pallone, prontamente sfruttato dal crudele Luigi. Le occasioni non sono molte, Emilio salva in uscita su Luongo e Granito manda di poco alta una zuccata su angolo. Verso la mezzora, palla forte sul Pipit al limite dell'area, assist di prima per Luongo, che salta Cappiello e prende il primo palo da posizione defilatissima. Due rimpalli e la sfera arriva sul freddo piede destro del Luis Figo de noiautri (Luca Izzo) che infila l'angolino per il pari. Il raddoppio porporino arriverà poco dopo con l'azione più bella della partita. Genovese inizia l'azione sulla propria trequarti destra e trova Luongo poco oltre il centrocampo. Spalle alla porta e con la linea avversaria altissima in pressione, il Nostro scarica subito indietro su Patacchiola che - di prima - inventa un lob a scavalcare la difesa che lancia Somma solissimo contro Emilio a campo aperto: pregevole il pallonetto per il due a uno, punteggio sul quale si chiude la prima frazione. Ripresa che si apre col botto. Pietrogrande battaglia con Genovese (che gli frana addosso) in piena area: fallo netto e calcio di rigore, che capitan Omino trasformerà con impeccabile freddezza per il 2-2. Servirà un altro rigore (contestato), concesso per un fallo dello stesso Omino su Pipitone, a rimettere avanti i Genovesi. Trasforma Luongo, che poco dopo si divorerà un 'uno contro uno' di fronte a un grande Cappiello. Da questo momento in poi, complice anche la bandiera bianca di Pietrogrande (che chiederà di essere arretrato un po') i Rossi si impossessano del campo. Romano galoppa, Pipitone pressa, Luongo rifinisce e Genovese dirige. Arriveranno sul finale, prima il 4-2 ancora targato Somma (che infila da due passi un grande assist di Luongo) e poi il 5-2 di Pipitone, che batte Emilio da due passi, proprio all'ultimo secondo, smarcato da un pregevole colpo di tacco targato ancora bomber Luongo. Della bagarre in classifica abbiamo già detto. Si segnalano le prestazioni di Omino, Pietrogrande e DiVito nei Bianchi, Pipit, Patacchiola e Luongo nei Rossi. Lode ai magnifici sette al pubetto fino a notte inoltrata e onore al Granito, che offre la birra a tutti per festeggiare il suo ennesimo genetliaco. Un signore.
MoM: Pipitone - Pietrogrande
GENOVESE 6.5Mette sù un giusto mix di corsa e fantasia. E gioca un'ottima partita. LEADER
ROMANO 6.5Qualche palla persa in più rispetto al solito, ma comunque tanta roba. PISTONE
ISESELE 6.5La guerra fra titani con Edo è una partita nella partita. Com'è il mondo da lassù? COLONNA
FELICI 6Il suo cognome non è in linea con lo stato d'animo attuale. Ma combatte sempre. LEONE
PATACCHIOLA 6.5Ormai è una certezza lì in mezzo. Sorprende anche in fase difensiva. POLPO
MINIATI 6Si defila a sinistra per far spazio ai tanti colleghi al centro. GENTILUOMO
PIPITONE 7*Gol e MoM. E in mezzo tanta legna per l'inverno. GRINTA
IZZO 6.5Fatica a trovare la posizione, poi offre gol e giocate. FIGO
SOMMA 6.5Doppietta annunciata già dal cognome. Ottimo esordio. CINICO
MALLIMACI 6Orizzontalizzala, perdiamine! TESTARDO
LUONGO 7Malgrado segni "solo" su rigore, lì davanti è dappertutto. RIFINITORE
OMINOSTANCO 6.5Partita notevole e impeccabile. Da centrale. C'era una volta. FIABA
CAPPIELLO 6.5Prodezza su Luongo. Incolpevole sui gol subiti. GATTO
PIETROGRANDE 7*Quando c'era lui, i treni arrivavano in orario. LUX
GRANITO 6Non è un terzino sinistro, ma è un lavoratore indefesso. Infatti abnega. FEDELE
DI DIO 6Sia fatta la sua volontà. PIO
VOLLERA 6Si immola, venendo a giocare proprio all'ultimo. Non sfigura. MARTIRE
DI VITO 7Finché c'è lui, c'è speranza. FARO
MANCINI 6Con Felici ha giocato all'autoscontro. LAMBRETTA
PEPICIELLO 6Malgrado si prendano cinque gol, guadagna la sufficienza. ROCCIA
RUSSO 6Gol subito. Poi si lavora e si fatica. PESCATORE
VALENTI 6Meno brillante di altre volte, lascia a Di Vito il centro della scena. CARATTERISTA
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