Nel principio del cammin di nostra lega
l'ora in cui giuocar è un bel dilemma
se 9,30 o 10 o mai, non si capisce più una sega.
Ma il nostro pipitonzio, con arguto stratagemma,
propose al savio astuto patto
così da dribblar ogni bestemmia!
Indi il quarto turno principia ratto
opponendo omino a una capanna,
che prova al vecchio re far scacco matto.
Ma l'Omo non sol d'età gli dà una spanna:
procedon così loffi gli scarlatti
chè per trionfar, dal ciel ci vuol la manna.
I bianchi scattan come gatti
e spesso col portier si trovan soli
ma si divoran li gol fatti
dovendo maledir lo Rosignoli.
Si scavalla ordunque a reti bianche,
i gol ahimè mentali voli.
Ma tra maglie rosse stanche
ecco dei bei gol finir l'esilio
che nel slogarsi anche le anche
la freccia scocca il san Basilio.
La gioia colma il cuor dei chiari
che si ritrova ad esultar pure l'Emilio.
Ma i destini del signor sono sì vari
ch'è proprio quando cadi dentro al fosso
e barcolli tra le onde de li mari
a sorpresa spunta il Capo rosso.
All'improvviso i bianchi sembran pongo
fette storte a più non posso.
Ma finalmente il corto Luongo
con Russo muove a pie' di samba
e tutti dietro con il bongo.
Ma il ballo rende i bianchi bamba!
Quando l'instabile Antonello
claudicante ad una gamba,
abbandona la tenzone sul più bello,
ai bianchi il lavor parea finito.
Ma come di carte è il bel castello,
il 2 a un si regge su un sol dito.
E a guisa di chi a forza tende l'arco,
con un balzo che anela all'infinito,
al gong di testa scocca il Marco.
I nervi bianchi a fior di pelle,
chè per la gloria gli si è chiuso il varco.
Tre fischi, e uscimmo a riveder le stelle.
(La Divina Commedia - Quarto Ringhiocantico. Traduzione di Granit Friederick)
LA PARTITA - LA VERSIONE ROSSA
(di Stefasì Nondestri)
Undici contro undici con due portieri, il sogno si avvera! Tutto quello che desideravamo è avvenuto, per il professionismo mancano solo tifosi sugli spalti, influencer a casa e Ferrari nel parcheggio del Savio. Gli allenatori ci sono, in campo, pure troppi a volte... ma una cosa non deve accadere quando si gioca 11 contro 11 con portiere, l’infortunio di un giocatore che non si può “parcheggiare” in porta, e inevitabilmente: accadddde!
La partita di ieri è stata giocata sul piano dell’intensità, i bianchi palleggiavano molto di più, i rossi erano pronti a ripartire in contropiede. All’inizio si cercava Antonello per ripartire con le sue giocate, verticalizzando molto su di lui, ma si è capito subito che sarebbe stata una giornata storta per lui. Si è passato dall’altro versante nelle ripartenze, mancini è arrivato a una conclusione molto ghiotta ma ha sparato alto. Intanto i bianchi hanno provato a mettere in mezzo i rossi in tutti i modi, con Pipitone e Patacchiola costretti a fare gli straordinari in mezzo al campo per inseguire gli avversari, Isesele e Pepicello ad arginare o meglio ad annullare le numerose incursioni di giudice valenti Luongo e rosignoli a fare 3-4 miracoli in porta per non subire goal. Le ripartenze dei rossi sono state spesso confusionarie, tanta velocità ma scelte poco lucide e mancini capanna Lovisatti che non si trovavano nell’ultimo passaggio come voluto. Nel secondo tempo Antonello abbandona fisicamente il campo, in sordina, cambia poco perché praticamente non era mai entrato in partita, infatti i più se ne accorgono solo dopo molto tempo. Inevitabile il goal dei bianchi arriva con una splendida azione, romano si stacca dalla difesa e mette uno splendido pallone per Basilio, che con un’ottima coordinazione colpisce di prima il pallone di collo pieno dando a questo forza e precisione trafiggendo Rosignoli che in quest’occasione nulla può. Ma il pareggio dei rossi arriva quasi subito, Romano da delizia diventa croce e questa volta passa la palla all’indietro verso l’area (forse l’unico della sua carriera ringhio) che viene intercettata e con un rapido scambio capanna Lovisatti capanna i rossi trovano il pari. La partita prosegue sulla falsariga del primo tempo, i rossi ce la mettono tutta per non soccombere, ma subiscono il goal di luongo (sempre una spina nel fianco anche per le migliori difese). Ma la partita non è finita, i rossi non si arrendono e finalmente mancini che aveva cercato Lovisatti per tutta la partita con grande insuccesso questa volta lo pesca con un pregevole cross in mezzo all’area dove Lovis è bravissimo a colpire di testa dando alla palla una traiettoria imparabile per Emilio! Poco dopo un azione del possibile 3-2 da parte dei Rossi, mancini mette in mezzo una palla rasoterra che viene intercettata da Emilio che per pochissimo anticipa Pipitone che ha inaspettate energie anche per inserimenti dentro l’aria di rigore avversaria. In quest’azione Romano travolge mancini qualche secondo dopo che aveva crossato e recrimina un fallo inesistente, per fortuna la palla non entra e non ne scaturiscono frizioni che avrebbero portato probabilmente a una guerra civile. Partita equilibrata, pulita con grande intensità e contrasti corretti, speriamo di vivere più incontri di questo tipo rispetto a quelli della settimana passata.

LA PARTITA - LA VERSIONE BIANCA
(di Tiadoro Magistrato, pseudonimo del Ministro Nordio e Luis Soviet)
Bella partita, la prima della stagione con due portieri “veri” e si è visto, in campo c’era molto più ordine in entrambe le squadre. Primo tempo con qualche buona occasione da entrambi i lati, non sfruttate per errori degli attaccanti (Mancio e Luongo) e bravura dei portieri. Squadre equilibrate che giuocano un bel calcio. Secondo tempo con più occasioni, si apre subito con un palo colpito da Russo a porta vuota dopo aver dribblato il portiere, poi gran goal di Basilio e almeno un paio di ottime parate di Rosignoli. I Rossi rientrano in partita a causa dell’unico errore difensivo dell’ottimo Romano, da quel momento in poi - complice anche la stanchezza e il fatto che i Rossi erano rimasti in 10 - ci sono state diverse occasioni in ripartenza, di cui solo due sfruttate a dovere da Luongo e Lovis a decretare il pareggio finale. Russo sente ancora le campane dopo la tranvata del buon Isaiah. Nella ripresa la superiorità numerica rossa ha generato un dominio nel possesso palla bianco, vanificato dalla grande prestazione della mediana avversaria.
LA VERSIONE IN MUSICA
(del capo indiano Grandeuomoiperattivo)
Da segnalare le grandi parate di entrambi i portieri (una di Rosignoli davvero da antologia, con tanto di "urletto" e colpo di reni a togliere dall'angolino una conclusione a botta sicura di Miniati dal limite) tutti i gol, bellissimi. Apre Valenti che supera Rosignoli con un gran destro di mezzo volo, dopo un perfetto uno-due con Giudice al limite dell'area. Pareggia Capanna, su perfetta assistenza del Lovis che sfrutta al meglio un errore avversario e una palla recuperata dentro l'area. Luongo riporta avanti i suoi con un destro sotto la traversa da distanza ravvicinata, dopo la sua solita serpentina ubriacante in area. Chiude Lovisatti, che tira fuori dal cilindro un grandissimo gol di testa, realizzato con stacco imperioso a sovrastare Romano e palla sotto l'incrocio in controtempo, su precisa assistenza di mancini dalla sinistra. Condotta disciplinare ineccepibile. E ci mancava pure...
In classifica resta tutto com'è, con Luongo che raggiunge Giudice e DiFlo in testa ai marcatori (4 gol), ma con la metà degli incontri disputati (2). Nei MoM in testa il duo Valenti-Lovisatti (2).
Si chiude al pubetto, fino alle ore 01.30. Roba da duri.
MoM: Valenti - Rosignoli
LE DIVINE PAGELLE
OMINOSTANCO 6.5 Figlio di Crisaore e Calliroe, definito «tricefalo» da Esiodo, in campo si dimostra tale, striplandosi nei ruoli di capitano, terzino e diplomatico. Gli riescono bene tuttetrè. GERIONE
DI VITO 6.5Cavaliere senza macchia e senza paura, cavalca a testa alta brandendo scudo, lancia e spada, difendendo con ardore il bianco stendardo. LANCILLOTTO
ROMANO 6.5Suo fratello è Ezzelino III, che trovate a sollazzarsi nel girone dei violenti contro il prossimo (credo sia il girone "H", ma vado a memoria). Da lui ha preso la ferocia nella battaglia ma non l'animo, che resta candido. CUNIZZA DA ROMANO
VALENTI 7*Narra storie leggendarie. OMERO
MINIATI 6.5Trisavolo di Dante cui alcuni danno del raccomandato. Sul campo, smentisce le malelingue. CACCIAGUIDA
GRANITO 6.5Entrato fanciullo nel monastero di Montecassino, ne è uscito con l'animo diviso a metà. Una parte zen e una parte assassina, in costante conflitto fra loro, capaci però di raggiungere un perfetto equilibrio sul campo. SAN TOMMASO D'AQUINO
RUSSO 6Custodisce con i suoi compagni la quinta Bolgia dell'ottavo Cerchio, ove espiano i Barattieri, ovvero i colpevoli di aver usato le loro cariche pubbliche per arricchirsi attraverso la compravendita di provvedimenti, permessi, privilegi. Lui è quello che gli dovrebbe spaccare il Q. Non sempre gli riesce. MALEBRANCHE
GIUDICE 6.5Celebre poeta provenzale, illustre esponente della poetica in dialetto stretto brindisino, ieri sera è stato insolitamente taciturno. Ma quando si accende lui, si accendono tutti. FOLCHETTO DI MARSIGLIA
LUONGO 7 Nominato protonotaro e logoteta del regno di Lucania, giunge al culmine della potenza verso la metà del secondo tempo. Ha fatto soffrire perfino Cerbero. PIER DELLA VIGNA
GENOVESE 6Mostra la classe quando può e i muscoli quando deve. ERCOLE
CAPPIELLO 6.5Combina begli scherzi agli attaccanti avversari e se ne diverte non poco. La sua appartenenza alla confraternita dei "frati godenti" non è casuale. GUITTONE D'AREZZO
CAPANNA 6.5Comanda la truppa con gran piglio, malgrado la giovane età. Guarda fiducioso al futuro, aspettando di vedere cosa accadrà al prossimo ... TURNO
DI DIO 6Sempre al fianco del Signore. A volte ne è vittima, a volte giustiziere. ARCANGELO
PIPITONE 7Incarna la sapienza dell'uomo, fino quasi alla presunzione. ULISSE
PATACCHIOLA 7Insieme al compagno d'avventura, accende la fiamma. DIOMEDE
ROSIGNOLI 7*Alle offensive degli avversari, oppone il "Gran Rifiuto". CELESTINO V
MANCINI 6Pur peccando sovente di precisione (ma non quando è contato davvero), non lesina certo la corsa. Stilnovista. GUIDO CAVALCANTI
DI FLORIO s.v.Il precoce infortunio divora i suoi figli. CONTE UGOLINO
LOVISATTI 7"Bello" sia in senso estetico, che dal latino "guerra". Tira fuori un gol di testa, da centravanti vero, che forse non avevamo mai visto prima. Dopo oltre quattrocento partite, sa ancora stupirci. FILIPPO IL BELLO
ISESELE 6.5Mastino a tre teste, è ovunque ci sia una falla da turare. Russo lo sa. Ma forse non se lo ricorda. CERBERO
PEPICIELLO 6.5Il suo vero nome è "Manente", ovvero immobile, fermo, saldo. "Farinata" è il soprannome che gli hanno dato i compagni di squadra, ad indicare come riduce gli avversari di Turno. FARINATA DEGLI UBERTI
MALLIMACI 6Generosissimo, ma non ascolta i consigli dei compagni e verticalizza a bestia. Trovatore. SORDELLO
1 commento:
Meglio di così non si può davvero chiedere grandi ragazzi
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