“La matematica è la musica della ragione”
J.J. Sylvester
Alla fine, anche la matematica è giunta.
Dopo un intero campionato trascorso al vertice, Gregorio Comandini vince la Ringhioleague 2023/2024 con due giornate di anticipo e diventa il tredicesimo campione nella storia del torneo. La vittoria con due goals di scarto registrata ieri sera, infatti, porta il distacco da Giraldi a +11. Incolmabile, a due giornate dal termine. D'altronde i numeri sono impressionanti per il Greg: 29 partite giocate (delle quali 26 di fila da capitano), 64 punti conquistati (per ora), solo quattro sconfitte totali accompagnate da 10 pareggi e 15 vittorie! Per darvi un'idea della dimensione del distacco, Giraldi ha collezionato 11 vittorie, 9 pareggi e 9 sconfitte, avviluppandosi la fascia all'ulna per "sole" 15 volte. Eppure anche lui ha fatto il vuoto, lasciando il terzo gradino del podio indietro di sette lunghezze. Per adesso. Il buon Greg diventa, dunque, il "tredicesimo guerriero" a vincere la Lega, rinnovando la tradizione che vede i difensori come grandi favoriti. Nella latre classifiche, Giudice ormai mette in saccoccia il secondo titolo consecutivo nei marcatori (ad oggi, 32 reti in 26 partite, +10 su Antonello e +12 su Luongo), mentre fra i MoM - alla prima stagione di "democracia coninthiana" - è battaglia aperta, con un quartetto (Pipitone, Lovisatti, DiFlorio e la sorpresa Cataldo) a contendersi la palma d'oro.
Ma arriviamo al match di ieri sera. Rosa intrigante, con Valenti e Mallimaci che non trovano posto e un solo portiere, il solito Emilione (autore di una grande partita) a disposizione. Giraldi stavolta spariglia. Oltre al solito feticcio DiFlorio sceglie Pipitone, Luongo, il rientrante di Vito ed Isesele, con Antonello jolly fra le linee. Comandini improvvisa, per reazione, accoppiandosi appassionatamente con Granito in difesa e affidando la manovra all'estro di Silvestri e Pacchiola, Con Izzo a protezione e Cataldo-Lovis-Giudice tridente offensivo. Queste le formazioni complete.
La partita inizia (in ritardo, per la presenza di una partita di selezione del Savio in vista della prossima stagione) con i Bianchi a comandare il gioco, sopresi dal gol di Giudice messo a segno con una stoccata sul primo palo sulla quale Manacorda - in porta - commette l'unica imperfezione della sua serata, non riuscendo a respingere. Ma i giraldini non si fanno impressionare e ribaltano tutto in venti minuti. Prima Antonello trova un bel 'tiraggiro' sotto la traversa dal limite, su assistenza di Di Vito, poi raddoppia Lungo che fredda Cappiello da attaccante vero dopo una bella azione manovrata, quindi Manacorda conclude con un pregevole scavino un perfetto contropiede. Tre a uno bianco e partita che sembra in controllo. Chiappetta da casa, attaccato alla radiolina, sbianca. Il suo terzo posto sembra essere a serio rischio. Ma il rosario partenopeo, si sa, è una scienza esatta. Sul finire della prima frazione, infatti, Antonello - sugli sviluppi di un contrasto - si infortuna al ginocchio in ragione di una caduta di un avversario proprio sulla delicata articolazione. Inizialmente, nessuno se ne accorge e intanto i comandati accorciano proprio allo scadere della prima frazione. Silvestri entra in area dalla destra in progressione e lascia partire un rasoterra dalla linea di fondo che - non si sa be ne come - si infila beffardo nell'angolo opposto. Dopo un breve intervallo, inizia la ripresa. Antonello (il cui ginocchio si gonfia visibilmente nell'intervallo) si immola in porta. Il match si decide nella prima metà della ripresa. Il DiFlo prova un'ultima sortita fuori dai pali, prima di abdicare definitivamente, fallendo due clamorose occasioni (bravissimo Emilio a tu per tu) ed offrendo ad uno sbarellato Di Dio (autore di una prestazione da dimenticare) l'occasione del riscatto, sulla quale Emilio risponde ancora presente. Fallito il ko, Antonello alza bandiera bianca e i Rossi prendono sempre più campo, approfittando anche del fisiologico calo del rientrante DiVito, nonché di una difesa avversaria molto bassa, che allunga a dismisura le distanze fra i reparti papalini, regalando a Giudice e Lovisatti praterie sconfinate per il pascolo. Il pareggio arriva su un tiro (meno)-cross (più) di Giudice che beffa Antonello e subito dopo i comunisti riusciranno a mettere per la prima volta la testa avanti, grazie al patavino che insacca di rapina. Da qui in poi, gli scoloriti mollano la presa e i gregorici affondano il colpo, portandosi addirittura sul 6-3 grazie alla reti di Silvestri su punizione magistrale, concessa per fallo inesistente chiamato da Giudice, e quindi dello stesso Teddy, che conclude con un bel sinistro sotto la traversa un pregevole slalom in area. C'è ancora tempo per un ultimo sussulto d'orgoglio degli enrichidi, che quantomeno evitano il -3 grazie ad una percussione centrale di Di Vito che ne salta tre e sforna un assist perfetto per Luongo, che non fallisce dopo una bella finta di corpo a liberarsi.
Per Comandini, dunque: game, set and match. Nella settimana della gloria del buon Sinner, non poteva che finire con un punteggio tennistico!
MoM: Cataldo - Manacorda
PAGELLE "MATCH POINT"














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1 commento:
stefan edberg, non thomas
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