venerdì 24 maggio 2024

XXXI GIORNATA

 

Cagliari è una città meravigliosa. Nemmeno 200mila abitanti, costruita su un piccolo promontorio, discende da un castello medievale fino al mare. Ha una spiaggia cittadina di sette chilometri di sabbia bianca finissima ed acqua cristallina e si percorre a piedi - da un capo all'altro della città - in meno di mezz'ora, andando di buon passo. Ci ho vissuto dodici anni ed ho ricordi bellissimi. Ancora oggi, ci torno ogni anno per l'estate. Arrivai la prima volta a fine 1988. La data è importante. Avevo undici anni e la passione per il calcio iniziava a raggiungere livelli patologico-maniacali.  Pur essendo sfegatatamente romanista, mi affezionai subito alla squadra di casa, iniziando pian piano ad andare al Sant'Elia con gli amici. Il Cagliari giocava in serie C e da quell'anno l'allenatore era un giovanotto romano alle prime armi, ex bandiera del Catanzaro in serie A degli anni ottanta. Si chiamava Claudio Ranieri. Di quella squadra, i soli nomi che i più appassionati possono ricordare - perché arriveranno fino alla serie A in soli tre anni -  erano il portiere Ielpo, il difensore Gianluca Festa e i centrocampisti Massimiliano Cappioli, Ivo Pulga e Luciano de Paola. Ma allora le stelle erano il regista Bernardini e la coppia d'attacco Paolino-Provitali. La giocata più caratteristica era il calcio di punizione, perché Bernardini la toccava per Cappioli (che poi tirava al volo) "scucchiaiandola" e non rasoterra (per capire di cosa parlo, clicca qui). Da quando arrivai, vinsero tutto. Serie C, Coppa Italia di categoria e serie B l'anno dopo, andando a braccetto col Parma di Nevio Scala ed incrociando anche il primo Foggia di Zeman. Al primo anno di serie A - quello della Samp scudettata, dell'Inter dei tedeschi, del Milan degli olandesi e del Napoli di Maradona - si aggiunsero giocatori importanti: il trio uruguagio Herrera-Fonseca-Francescoli (quest'ultimo, uno dei giocatori più sublimi che abbia mai visto giocare), il veterano Matteoli e i difensori Firicano, Puxeddu e Napoli. Esordirono in casa con uno 0-3 contro l'Inter (io c'ero, tripletta di Klinsmann) e conclusero il girone d'andata ultimi a otto punti. Nessuno si era mai salvato in quelle condizioni. Loro sì. Andando anche a pareggiare in casa dei futuri campioni, rimontando da 0-2 con una rovesciata indimenticabile di Fonseca. Seguirono anni forse irripetibili, culminati col sesto posto in campionato targato Mazzone e la successiva partecipazione alla Coppa Uefa (sotto la guida del compianto Bruno Giorgi: un vero signore), in cui furono eliminati solo in semifinale dall'Inter che poi vinse la coppa. Che ricordi. E che giocatori incredibili ho visto in quegli anni allo stadio. Alè Kasteddu! Quindi non posso esimermi, lo capirete, dal dedicare queste righe alla mia amate seconda squadra, che ha appena conquistato un altra mirabolante salvezza, a distanza di tanti anni, sempre guidata da quell'eterno giovanotto che non è più alle prime armi ormai e che tutti conosciamo ed ha appena annunciato il suo ritiro. Grazie di cuore, Sir Claudio.

E adesso veniamo a noi. Con la stessa sagacia e sapienza, bisogna riconoscere che Gregorio Comandini sta guidando i compagni di turno (ma soprattutto sé stesso) verso il traguardo finale. Assente Giraldi, c'è l'opportunità di mettere una pietra ormai tombale sul trofeo. E così, sarà, seppure in una partita strana ed oggettivamente non bella. A tratti psicopatica. Queste le formazioni.

Il primo tempo ha visto i rossi maciullare gli avversari in contropiede. L'ordine del capitano è "difendete ed aspettate i loro errori". Manna dal cielo. L'insolita difesa bianca gioca alta, lascia campo alle spalle e non ha velocità per contenere la corsa di Lovis in campo aperto, con Basilio e Antonello (riportato in mediana) liberissimi di ispirarlo. Ma prima ancora, ad ispirarlo ci hanno pensato gli avversari con un retropassaggio assurdo che lanciava Marco a tu per tu, clamoroso errore davanti agli occhi sgomenti del figlio. Si rifarà con gli interessi poco dopo, con una fortunata carambola su calcio d'angolo. Uno a zero. Poi due. Poi tre. Poi quattro. Poi cinque! "Oh my God" pensa Chiaps. Eh, si, perché i rossi strabordano. Russo trova un mezzocolloesternoalvolodidestro "alla Pavard" che s'infila nell'angolo alto opposto, Di Flumeri chiude in tap-in un contropiede a campo aperto, di nuovo Russo insacca facilmente il quarto e regala l'assist del quinto a Lovisatti a porta vuota, tutti in contropiede. Nella ripresa, il partenopeo passa al 442, spostando Pipit all'ala e Miniati in Mediana. Va meglio. Silvestri inizia a smaltire la sbronza dell'aperitivo (offerto da Greg, free drink). I rossi, ormai tronfi e privi di stimoli (abbiamo visto Comandini mettersi le infradito sul 5-0), abbassano la presa e i chiappettosi rialzano la testa. Luongo ribadisce in rete una bella parata di Emilio a tu per tu, Silvestri trova un bel destro dalla distanza e poi Izzo trova il guizzo (scusate la rima) e batte Emilio dal centro dell'area. Cinque a tre. Greg alza lo guardo e Lovisatti subito esegue, sei a tre. Sempre in contropiede. Nel finale, però, i bianchi prendono ancora campo fino al 5-6 (colpo di testa di Chiaps e sinistro di Giudice), trascinati da un Teddy a tutto campo e dai guizzi di Pipitone sulla sinistra e Silvestri dietro le punte. Nei rossi vincitori, Greg, Basilio, Antonello, Mally e Lovisatti hanno fatto una partita sontuosa, almeno per tre quarti. Finisce così, classifica sostanzialmente invariata nel mezzo, ma Greg allunga a +9 e Teddy consolida i marcatori. 

 

MoM: Lovisatti - Izzo


PAGELLE KASTEDDAIE



Chiappetta 6 
Ha fatto le sue scelte. Di alcune si è pentito, di altre no. In campo cerca di fare il possibile in una serata strana. Si è fermato al kebab per festeggiare il primato solitario nella classifica delle presenze con la fascia al braccio. Però Greg quest'anno è uno schiacciasassi. Mischineddu (poverino). PEPE HERRERA

Genovese 5.5 
In sardo, per intendere "mettersi nei guai", si dice "circai a fustigheddu" ovvero "cercare con il bastoncino". Ecco, lui ieri - con i suoi dribbling insistiti - se l'è andata spesso a cercare. MASSIMILIANO CAPPIOLI

Renzi 5.5 
Dopo la scorsa, sontuosa, prestazione, incappa in una serata infelice. Gli riesce poco, anche se si batte fino alla fine con tenacia. Arrubiu chi su fogu. Rosso come il fuoco, nel senso di arrabbiato. ANTONIO LANGELLA

Luongo 6 
Nel primo tempo si sente abbandonato come la particella di sodio della pubblicità. Nella ripresa, incide come deve.   A su male su remediu =  Ad ogni male, il suo rimedio. Cobra. SANDRO TOVALIERI

Pipitone 6.5 
Nella prima frazione è fra i pochi a tenere dritta la barra. Nella ripresa attacca come un forsennato, professando la geometria calcistica.  Chini faidi su pani no morit de famini (Chi fa il pane, non muore di fame). GIANFRANCO MATTEOLI

Vollera 5.5 
Serata difficile. Prova a fermare sia Lovis che Basilio che Antonello, ma "a sciacquai sa conca a su burriccu, si perdidi abba, tempu e saboni" (a lavare la testa all’asino si perde acqua, tempo e sapone). Non se po' fa. VITTORIO PUXEDDU

Giudice 7 
Partita ottima, da leader. Gol ed assist, ma soprattutto lotta. A tutto campo. Ascutta sorga po intendi nura (ascolta suocera, per sentire nuora). LULU' OLIVEIRA

Miniati 6  
"A S’arricai candu torra nonnu", vuole dire letteralmente "a diventare ricchi quando torna nonno", ovvero: mai. Non è un difensore centrale. Lode all'abnegazione, ma Lovis nel primo tempo gli fa vedere solo la targa "PD" (che nel suo caso non sta per "Padova"....). Nella ripresa, riportato in mediana, si guadagna la sufficienza. ALDO FIRICANO

Omino 6 
Prova a rubare palloni sotto i colpi di una contraerea. Primo tempo da incubo, nella ripresa chiude addirittura attaccando. Ma, si sa: "al cavallo magro, molte mosche" (Caddu lanzu, musca meda). COMUNARDO NICCOLAI

Silvestri 6 
Le doti tecniche non si discutono, ma i compagni di squadra avrebbero preferito il "doping" al ... "priming"! In su binu sa veridade (in vino veritas). ENZO FRANCESCOLI

Izzo 7* 
O truncu, o ascra. O tronco o scheggia. O sbaglia di brutto, o fa cose molto belle. In questa partita, han prevalso nettamente le seconde. FABIAN O' NEILL


Comandini 7 
Sta comandando i suoi - da un'eternità - con il piglio, la determinazione e la ferocia di chi vuole fermamente la vittoria. Non è da tutti. Arroddugo'! CLAUDIO RANIERI

Pepiciello 6.5 
Solito impegno a sostegno dell'estinzione della palle-gol avversarie nella sua zona di campo.  Su binu a su sabori, su pane a su colori (il vino si riconosce al sapore, il pane al colore). PIERLUIGI CERA

Di Flumeri 6.5 
Sa mala fama impiccat s’homine (La cattiva fama strangola l’uomo). La sua cattiva fama, presso gli avversari, è ormai nota. Attenti al cane. Trova anche il gol lanciandosi in contropiede! GIANLUCA FESTA

Di Florio 6.5 
Riportato in mediana, si diverte col pallone. Si divertono molto meno gli avversari. Senza dinari non si cantat missa, senza denaro non si canta messa. Ma lui è ateo e il denaro non gli serve. CHECCO MORIERO

Lovisatti 7* 
Sos maccos e sos pizzinnos narat sa veridade – Matti e bambini dicono la verita’. Follia calcistica fatta patavino. JULIO CESAR DELY VALDES

Di Dio 6 
Più defilato d'altre volte, svolge il compito con perizia, senza slanci ma con intelligenza. Su poveru est pienu de trassas (astuzie).  CICCIO PANCARO

Valenti 6.5 
Fra i più coinvolti e precisi. Conferma ancora l'ottimo momento di forma. In campo è furbo come un volpe (Esti unu mraxani). IVO PULGA

Di Bello 6 
Buon primo tempo, con tante sponde. Meno presente nella ripresa. Dogna cosa a tempu suu, ogni cosa a suo tempo.   MARIO BRUGNERA

Cappiello 6.5 
Alla fine della prima frazione mi ha detto che il campo non lo pagava, perché non aveva toccato praticamente palla. Avrei dovuto dirgli "ok, ma se nella ripresa ti bombardiamo paghi doppio". Non si può "bolliri tottu, pani e gorteddu" (volere tutto, pane e coltello). ENRICO ALBERTOSI

Russo 7 
Partitone. Un gol bellissimo, due assist, ottime giocate. Chiude con l'affanno, ma ci mancherebbe altro. Fa suo il motto "Binu malu e pani tostau durant de prus" (vino cattivo e pane duro durano di più). ANGELO DOMENGHINI

Mallimàci 7 
Prestazione generosa fino alla fine, con spinta incessante.  Malmena pure Pipitone: mezzo punto in più perché "bellesa non faghet domo", ovvero "bellezza non fa casa". RICCIOTTI GREATTI




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