Chiamatemi Ismaele.
Qualche anno fa - non importa ch'io vi dica quanti - avendo poco o punto denaro in tasca e niente che particolarmente m'interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po', e di vedere così la parte acquea del mondo. Faccio in questo modo, io, per cacciar la malinconia e regolare la circolazione.
(Herman Melville, Moby Dick)
Probabilmente, il Divo Herman, nel scrivere l'incipit del suo capolavoro, sapeva leggere nel futuro. Sapeva che uno storico Ringhio, Giustino Di Cunzolo, avrebbe varcato l'oceano in cerca di sé stesso, per poi tornare un giorno alla Casa Madre, alla sua Balena Bianca, ovvero la nostra amata Ringhiolega. Sono passati sei anni e mezzo, ma poco pare cambiato. Le legnate con Pipitone, la sapiente regia in mediana, il felpato tocco di palla, il lancio illuminante. E con lui, altri ritorni da amarcord. il professor Manacordà (con l'accento sulla "a" in onore dei suoi anni trascorsi oltralpe) ed il "Gemello Diverso" Francesco Giraldi, schierato in coppia con Enrico, che ha contribuito a portare al secondo posto solitario in classifica. Tanta robbba. Capitan Chiappetta, che aveva violato la verginità di Comandini un paio di partite fa con il suo gol-partita, raggiunge Lovisatti in vetta alla classifica di presenza con la fascia al braccio e prova subito a far valere la proprie esperienza. Armato di listone e foglio Excel con tutte le caratteristiche, spiazza subito li dirimpettaio rompendo la recente tradizione di fare le squadre tramite wattsapp e chiamando a bruciapelo il disorientato collega al telefono. Le squadre si presentano intriganti, alla vista. L'inseguitore punta sull'esordiente Felisetti in porta (autore di un'ottima prestazione, malgrado i gol subiti) , linea a quattro Mallimaci-Felici-Chiaps-Agostini, mediana con Pipitone e Spina, DiFlo e Manacorda esterni alti e Giudice dietro Cataldo. La lepre Gregorio risponde con Emilione fra i pali, difesa Giraldi F.-Comandini-Pepiciello-DiFlumeri, mediana con Di Cunzolo, Giraldi E. ed il cognato-feticcio Silvestri (scatenato ieri sera), DiDio e Russo all'ala e l'inzaghesco Luongo davanti. La partita parte in equilibrio, molto bloccata in mediana e con qualche timida occasione da ambo i lati. Comandini, che gioca con scarpini di due numeri più piccoli - prestatigli da Teddy, malgrado Greg abbia degli alluci che rimandano la memoria ai pollici di Uma Thurman nel film "Cow Girl" di Gus Van Sant - per avere più sensibilità nel tocco di palla, si era premunito. Bevendo un the pomeridiano pre-partita con Silvestri, aveva aggiunto alla bevanda del cognato un pizzico di anfetamina di quella buona, ottenuta rubando i farmaci avanzati all'amico Genovese. Il Nostro farà un partitone, ma occhio che Chiappetta ha già telefonato all'Ufficio antidoping. In forma anonima. Facendo l'accento svedese. Vedremo. L'episodio determinante della partita, purtroppo, è l'infortunio di Teddy - probabilmente muscolare, avvenuto sullo 0-0 - che lo esclude dal match dopo circa un quarto d'ora. Rossi in dieci uomini. Sul campo immenso del Savio questo dettaglio sarà determinante, alla lunga. I poveri Pipitone e Spina in mediana vengono costantemente messi in mezzo dal terzetto di palleggiatori DiCunzolo-Giraldi E.-Silvestri e sono costretti ad arretrare il baricentro di almeno una quindicina di metri, dando inizio ad una serata di passione e sacrificio, Chiappetta è il più lucido dietro, mentre Felici ha qualche battuta a vuoto. Mallimaci si batte con grinta, mentre Agostini calerà non poco nella ripresa, al pari di Spina e di un Di Florio in serata non particolarmente brillante. Davanti, Cataldo si batte come un leone, fornendo sponde e fungendo da unico punto di riferimento "puliscipalloni". Dall'altra parte i Bianchi, trainati dalla propria mediana, soffrono poco dietro (Greg e Pepiciello grande coppia) e trovano in Luongo un finalizzatore particolarmente ispirato (quaterna per lui), assistito dall'aiuto Di Dio e dal solito Russo, che si conferma vicecapocannoniere del torneo. Primo tempo finisce 1-1. Al gol di Luongo (bravo a freddare Felisetti sul primo palo da distanza ravvicinata) risponde un contestato rigore per fallo di mano di DiFlumeri in barriera, su punizione battuta da Spina. Lo stesso Gabriele realizza il penalty con freddezza. Nella ripresa la partita resta in equilibrio fino al quattro a due. Dopo un'ottima occasione fallita da Manacorda a tu per tu, Russo trova la rete (in sospetto fuorigioco) sfruttando un buco centrale della difesa avversaria e freddando Felisetti in uscita. Subito dopo arriva il 3-1 ancora con Luongo, che realizza il secondo rigore della serata. I Rossi accorciano, con un altro rigore, concesso per fallo di Greg su Cataldo. Ancora Spina segna con freddezza. I Comandati dominano il gioco, ma i Rossi hanno il merito di tenere aperta la partita fino all'ultimo quarto d'ora, creando un paio di ghiotte occasioni, con Manacorda e Cataldo. Memorabile l'uscita di Emilio con la quale devia il diagonale a botta sicura del volitivo Alessandrone. Anche Felisetti contribuisce egregiamente ad evitare un passivo ancora peggiore. Nell'ultima mezzora, però, DiFlo e Spina calano enormemente in fase di non possesso, al pari di Agostini, le squadre si allungano e i Rossi dilagano in soli cinque minuti, dapprima con Silvestri e quindi con Luongo, che chiude la partita su ottimo assist di DiFlumeri, letteralmente scatenato sulla fascia sinistra. Finisce con un tennistico 6-2 che manda in orbita Comandini in classifica generale, seguito dal solo Giraldi (gli altri inseguitori erano assenti o in maglia rossa), che resta a meno sette dal capolista ma guadagna a sua volta un vantaggio di due punti sul terzo in graduatoria, Chiappetta. Ma attenzione, il campionato è lungo e prossimamente Gregorio salterà qualche partita per impegni personali. La stagione della caccia è ancora aperta. Per il nostro amato Melville "il sostituto che io trovo a pistola e pallottola" era andare per mare. Per Comandini, invece, è divorare i capitani avversari di turno.
MoM: Di Flumeri - Cataldo
PAGELLE MELVILLIANE
E' la balena, il mostro enorme che ha divorato Achab e tutti i suoi predecessori con la fascia al braccio. Risulta essere, al contempo, sia antagonista che oggetto del desiderio. Infatti, il capitano Achab ha come unico obbiettivo quello di ucciderlo. Ma, già dal suo maestoso e terribile aspetto (aggravato dagli scarpini stretti, che gli conferiscono un'andatura vagamente "basculante"), si intuisce che l'avrà ancora una volta vinta lui. MOBY DICK
Autentico delatore delle offensive avversarie. Concede poco allo spettacolo e molto alla sostanza. SQUEAK
Nella nostra storia, lui è il fabbro. E potremmo anche fermarci qui. "Batti il ferro finché è caldo" è il suo motto, nella vita. PERTH
Comproprietari del Pequod, ci sono loro dietro alla caccia alla balena. Ma al tempo della partenza Chiaps/Achab ignorava facessero - da buoni gemelli - il doppio gioco! PELEG & BILDAD
E' un gabbiere che si conquista il favore degli ufficiali e del capitano grazie alla sua abilità e alla sua indole allegra, guadagnandosi subito una promozione sul campo. Il suo personaggio può essere interpretato come una metafora della natura poiché, essendo egli 'radicalmente buono' non può normalmente integrarsi nella società umana. Di fronte all'ingiustizia Egli non può parlare, può solo agire: la natura è muta. Ma il bomber parla eccome. BILLY BUD
Secondo ufficiale del Pequod, è nativo di Capo Cod, ridente località nei pressi di Battipaglia. E' un personaggio molto particolare, che nonostante i mille pericoli non si scompone mai più di tanto e con calma svolge sempre il suo dovere. A volte ritornano. STUBB
Obbligato dal rigore formale della disciplina, è costretto a condannare un uomo di cui conosce l'innocenza; ciò non senza scatenare un intenso contrasto tra ciò che è giuridicamente corretto fare e ciò che tutti gli uomini percepiscono come più giusto. EDWIN FAIRFAX VERE
E' il primo ufficiale del Pequod, nativo di Nantucket. È un uomo molto intelligente e in ogni circostanza agisce con molta cautela. Per questo è molto stimato dal resto della ciurma, che ripone in lui grandi speranze. Personaggio a tutto tondo, non cambia mai rotta durante tutta la narrazione. STARBURK
Piccolo marinaio che sul Pequod fa ballare i marinai durante le feste notturne suonando il tamburello. Porta allegria ai suoi e lutti infiniti agli Achei. PIP
Ramponiere, scelto come scudiero dal secondo ufficiale Stubb. È un indiano di razza del Capo Allegro, il promontorio più occidentale del vigneto di Marta. La capigliatura è sottile e nerissima, i suoi zigomi sono alti gli occhi neri e tondeggianti. Senza macchia e senza paura, travolge tutto ciò che gli si para innanzi. TASHTEGO
E' il capitano del 'Pequod' ed il protagonista delle vicende narrate. Solitamente di pessimo umore calcistico, mostra subito la sua intrattabilità. Il perché di questo suo caratteraccio è dovuto a Moby Dick che durante il loro primo incontro gli ha strappato il primato in classifica. Per questo il tetro Chiaps s'imbarca sulla baleniera per vendicarsi e dà la caccia alla Balena Bianca come se essa avesse realmente la volontà di nuocere e colpire proprio lei. Nel delirio vendicativo il capitano trascina l'intero equipaggio, mettendo a disposizione un doblone d'oro a chi contribuirà ad uccidere Moby Dick. Fallirà nel suo scopo, ma guardiamo il lato positivo: ha risparmiato qualche doblone. CAPITANO ACHAB
Assistere alle ingiustizie, senza potervi porre rimedio, è dura per tutti. L'importante è uscirne a testa alta e con la coscienza pulita. PHILLIP SEYMOUR
Aiutante del protagonista, è anche il narratore, infatti tutti i fatti sono filtrati dal suo punto di vista. Non s'imbarca per soldi, ma solo perché sente il desiderio di ritornare ad esplorare il mare aperto, come già aveva fatto tempo prima. È coraggioso ma ingenuo e durante gli avvenimenti rimane in disparte e si limita a compiere azioni non eccessivamente pericolose, fin quando - nella seconda metà dell'opera - i compagni di viaggio riporranno nelle sue mani le proprie vite. ISMAELE
E' un ramponiere selvaggio che, dopo un turbolento incontro alla locanda del Baleniere, diventerà grande amico di Ismaele. Non conosce paura e si batte con ardore. Il suo tallone "da killer" restano gli alti (pochi) e bassi (molti) durante la traversata. QUIQUEG
Terzo ufficiale del Pequod, nativo di Tisbury. E' un giovanotto non eccessivamente alto, rubacondo, assai combattivo in fatto di balene, che pareva in qualche modo pensare che i grandi cetacei si fossero messi contro di lui e che quindi fosse per lui una specie di punto d'onore distruggerli ogni volta che li incontrava. Non riuscirà pienamente nel suo intento, ma ce la metterà davvero tutta. FLASK
Ramponiere, scelto come scudiero dal terzo ufficiale Flask. È un gigantesco selvaggio, sguardo nero come il carbone e passo da leone. Alterna momenti di esaltazione pura a sparizioni nel buio, soprattutto superata l'ora di viaggio. DEGGU
E' il dispensiere del Pequod e questo gli da accesso libero alla cambusa. Peccato che abbia scelto proprio un intero pacco di patatine fritte da mangiare prima della partenza. Finirà per vomitare durante l'intera durata del viaggio. PANADA
E' un ramponiere clandestino che vorrebbe aiutare Achab nell'impresa. Ma scomparirà dalla scena in un batter d'ali, come Casey Baker in "Scream" di Wes Craven. FEDELLAH
Maestro d'armi, finirà per odiare a morte Billy Budd, denunciandolo con false accuse di ammutinamento. Ma a conti fatti, sarà lui a finire col ventre a terra. JOHN CLAGGART
Lui almeno ci ha provato ad avvertire i compagni del loro destino. Dando l'esempio. VECCHIO DANSKER
Proprietario della "Locanda del Baleniere". Ha solamente un ruolo di spalla nella vicenda. Ma su di una spalla ci si possono appoggiare in tanti. PETER COFFIN




















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