sabato 24 gennaio 2026

XVII GIORNATA


La pittura è più forte di me. Mi costringe a dipingere come vuole lei
(Pablo Picasso)

Avrà provato, il Pipit, un'amara sensazione di "deja vù" al termine di questa tiratissima diciassettesima giornata di ringhioleague. Ancora una volta, malgrado una formazione sfavorita sulla carta, la prestazione dei pipitini c'è stata eccome. Ma, ancora una volta, il risultato parla chiaro. Vince di Vito e aggancia il capolista. Ma l'avere accorciato fino al 2-3 ha avuto un peso specifico importante. Alla prossima, infatti, la prima scelta sarà sua. E non è un dettaglio da poco. Ma facciamo due pass indietro. Iscrizioni abbondanti, campo a undici prenotato fin dal sabato ma le sorprese son sempre dietro l'angolo. Il Savio ci dà buca e il solito Vollera "piè veloce" sforna un nuovo impianto nel ridente quartiere di Tor Tre Teste. Campo a chiazze, ma comunque accettabile nelle dimensioni. La pizzeria annessa è stata una piacevole sorpresa. C'è una new entry, il centrocampista Sasà Tancredi, che non deluderà. Alle diciannove, le squadre sono fatte. Che si dia inizio alle danze!


Di Vito gongola con i vari Luongo, Hoti, Patacchiola e il consueto Romano, con Chiaps dietro, Mana-Diddy sulle fasce e Russo riportato in attacco. Pipitone risponde con Isesele-Granito centrali,  Miniati e Tancredi ai suoi lati e il tridente Manini-Lovisatti-Capanna. Nemmeno il tempo di battere il calcio d'inizio, che i divitici sono già in vantaggio. Luongo imbuca per Hoti, Granito calcola male l'intervento e il rimpallo si trasforma in gol. Se il buongiorno si vede dal mattino, per il Pipit sono cazzi. Ma i Bianchi non si disuniscono. Granito e Isesele giocano gasperinianamente uomo su uomo, alzando il baricentro, Tancredi inizia a prendere le misure al campo grande, mentre i tre davanti lottano con furore. Lovisatti è bravo a smistare sugli esterni, che iniziano a carburare. Insomma, i bianchi giocano ma i rossi segnano. giusto il tempo per un palo di Miniati, con tiraggiro dal limite, che Luongo sfugge, con pregevole taglio, alla marcatura di Granito (su imbucata di Hoti, che ricambia il favore) e si presenta a tu per tu. Federico prova l'intervento alla disperata, ma è rigore netto, che Chiaps trasforma con freddezza. Due a zero. Ancora Bianchi, testardi e impavidi, ad attaccare. Lovisatti conclude due volte debolmente, dopo pregevoli azioni personali, mentre Capanna si divora un regalo della difesa avversaria, sparando su Graziosi in uscita disperata. Lo stesso Capanna verrà fermato poco dopo per fuorigioco dubbissimo, lanciato a rete da un grande assist di Mancini. Il primo tempo finisce così. Nell'intervallo, Pipit carica i suoi e si riprende come ci si era lasciati: bianchi di manovra e rossi terribilmente concreti. Dopo un paio di colpi di testa sfiorati da Granito, su altrettanti calci piazzati, ed una buona opportunità per Capanna, ecco il terzo gol rosso. Strappo centrale di Di Vito in percussione, Miniati è leggerino (cosa che riuscirà a fare imbestialire perfino Isesele), duetto con Luongo e gol in diagonale a tu per tu. Un tre a zero così abbatterebbe un toro, ma i pipitini son davvero lodevoli nel continuare a crederci e a giocare. Ancora Granito pericolosissimo su angolo di Mallimaci (destro fuori di un soffio) e poi grandissimo stacco di mancini, ancora su corner di Mally, che trova ò'uno a tre e regala un finale infuocato. Pipit, in porta, salva in uscita su Luongo, Graziosi ne para un paio da fuori e Mancini sforna grandi cross su punizione che mettono sempre in difficoltà la difesa avversaria. A dieci dalla fine, grande azione bianca: Pipit allarga per Omino sulla destra, scarico su Mally, duetto meraviglioso in corsa con Capanna (di tacco), entrata in area e scivolata disperata di Chiaps. Qualche discussione, poi è rigore. Dal dischetto, l'ottimo Tancredi (votato migliore in campo per i suoi) non fallisce, tirando - in omaggio ai concittadini Luongo e Di Dio - di Potenza. Finale in forcing, ma finisce così. Di Vito aggancia il Pipit (35), con Pepix (33) e Hoti (32) che accorciano terribilmente sulla vetta. Marcator sostanzialmente invariati, mentre Tancredi e Di Vito entrano in classifica MoM. 

Ma il calcio, come la pittura, è poesia muta. Non sappiamo ancora come il quadro sarà completato...


MoM: Di Vito - Tancredi

PAGELLE PITTORESCHE


PIPITONE 6.5 ©

Gioca una partita molto generosa, coprendo il copribile e impostando con grande lucidità. In questo 2026 ha sempre perso. Tiene duro. Non può piovere per sempre. Isolato. GAUGIN

GRANITO 6.5

Inizia malissimo, ma poi cresce a dismisura. Duello rusticano con Luongo e due-tre gol sfiorati che potevano cambiare la partita. Come sempre, offre il meglio davanti a una birra nel dopo gara. Al bacio. KLIMT

ISESELE 7

Sacrificato (si fa per dire) in difesa, è in un momento di forma straripante. Giganteggia in recupero e si proietta anche in avanti, quando ne ha l'opportunità. Infervorato, ha recitato un pater noster e due ave Maria una volta tornato a casa, per i suoi pensieri omicidi verso Miniati sul terzo gol rosso. Introspettivo. REMBRANDT

MINIATI 5.5

Accusa subito un problema ai flessori. Per "subito" intendo già da casa. Fa quel che può, ma oggettivamente è apparso in grossa difficoltà. Financo scomunicato. RUPNIK

OMINOSTANCO 6

Gara di grande ordine. Aggredito all'inizio, ribatte d'impulso e di corsa crescendo col passare dei minuti. Nella ripresa, con la squadra tutta in avanti, gioca praticamente ala a ritmo di samba. Lui è uno che ha orecchio. VAN GOGH

MALLIMACI 6

Gioca un po' ovunque, anche mezzala. Alterna cose ottime con cose meno ottime, denotando un po' di nervosismo, probabilmente da troppe sconfitte recenti. Però batte molto bene i corner. Surrealista. DALI'

VOLLERA 6

Partita ordinata e muscolare. Si vede meno del solito in proiezione ma dalla sua parte tutto sommato non si è sofferto troppo. Poi, ha trovato il campo. Trovatore. DE CHIRICO

MANCINI 6.5

Solita garra, solita spinta. Si imbestialisce quando fermano Capanna in fuorigioco, dopo una sua giocata sontuosa e sparisce per un po'. Poi torna e segna un gran gol di testa. Davvero imperioso. Finale palpitante, di corsa continua. Modernista. MONDRIAN

TANCREDI 7*

Da calcettista affermato, ha bisogno di qualche minuto per abituarsi, dovendo pagare anche lo scotto dell'emozione per l'esordio. Una volta ambientato, si distingue per geometrie e tecnica individuale, oltre che per intelligenza calcistica raffinata. Non si scompone nemmeno in occasione del rigore, trasformato senza indugi. Nota particolare, disegna a mano cerchi perfetti. GIOTTO

CAPANNA 6.5

Prestazione a tutto campo, di corsa e spinta come il collega di fascia. Pesa, però, il gol clamoroso fallito nel primo tempo. Resta a secco e questo non gli garba affatto e gli provoca una rabbia da guerra civile. GOYA

LOVISATTI 6

Altra partita da Giano bifronte. Da un lato, gioca benissimo con la squadra, difendendo palla e sfornando aperture e imbucate di grande livello. dall'altro, però, non segna più. Nemmeno co' le mano. E questo, per una punta, è un problema mica da poco. Luci e ombre. CARAVAGGIO


(Sasà Tancredi, migliore in campo bianco)


DI VITO 7* ©

Scala la montagna ed alla fine arriva in vetta. Condisce il tutto anche con un gol molto bello per carattere e progressione. Dalla prossima, però, non avrà più la prima scelta., Si dice che abbia già opfferto a Romano una vacanza alle Fiji a sue spese, pur di non venire alla prossima. Vince anche il MoM di giornata. Momento da urlo. MUNCH

GRAZIOSI 6.5

Non impegnatissimo. Ma due parata su Capanna e Lovisatti valgono il risultato. Zitto, zitto, scavalca Bramosanti nella classifica di presenze 'all time', arrivando a quota 223 e insidiando adesso la nona posizione di Genovese. Spruzzante. POLLOCK

MANACORDA 6.5

Il suo duello con capanna prima e Mancini poi è una della chiavi della partita. Oltre a difendere, spinge e imposta e s'incazza pure su un fallo rimediato in attacco. Cattivo al punto giusto, con la solita aria astratta. WARHOL

CHIAPPETTA 6.5

Ormai stabilmente centrale difensivo, si esalta quando gioca a tre. Prestazione quasi impeccabile, fatto salvo il rigore che comunque non è stato rivisto al Var. Stavolta non fa salvataggi sulla linea, ma trasforma il rigore con freddezza e continua a scalare la classifica. Senza pietà. MICHELANGELO

PEPICIELLO 6

Dalla sua parte c'è Capanna, oppure Mancini. Spesso nell'uno contro uno a campo aperto. Gioca di intelligenza e posizione ed alla fine limita decisamente i danni. In nomen Homer. RAFFAELLO

ROMANO 6.5

L'abbondanza a centrocampo lo porta a giocare più indietro del solito, depotenziandolo in un certo senso. Ma dalle sue parti, difficilmente si riesce a passare. Paesaggista esperto. BRUEGEL IL VECCHIO

PATACCHIOLA 6.5

Solita dose di raziocinio in mezzo al campo, pur senza strafare. Quando ci sono tanti musicisti di talento nell'orchestra, qualcuno deve aver pure l'umiltà di diventare gregario. Altruista. KANDINSKI

HOTI 6.5

Parte forte, con gol e assist in un quarto d'ora. Poi gigioneggia forse un po' troppo, tanto che nella ripresa si vede davvero poco nella trequarti avversaria. DiVy gli chiede di fare la mezzala, ma il richiamo della prateria è davvero troppo forte per uno come lui. MATISSE

DI DIO 6

Da umile gregario, porta borracce piene d'acqua e sali minerali ai propri scalatori e velocisti, andando a tirare la volata o la salita fino a spezzarsi la schiena, per poi lasciare che siano sempre loro a ricevere gloria e onori, a fine tappa. LIGABUE

LUONGO 6.5

Come per Hoti, pronti-via e ha già un gol e un assist nello zaino. Poi il duo avversario gli prende un po' le misure, ma resta senz'altro il più pericoloso dei suoi anche nella ripresa, ove sforna comunque l'assist per il terzo gol di DiVito. Bottino grasso. BOTERO

RUSSO 6

Come Ulisse, tornato a casa dopo tanti anni altrove, anche lui appare spaesato e commosso, tanto che gli ci vogliono venti minuti buoni per entrare in partita. E altri venti per uscirne di nuovo! Sempre generoso, nella ripresa gioca quasi da mezzala per contenere la marea e resistere ai bombardamenti. PICASSO

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