La venticinquesima giornata della Ringhio League quest’anno cade nel giorno della Festa del Papà. Immagino che molti dei Ringhioboys avranno cominciato a dare i primi calci al pallone assieme ai loro papà, in un parco o su una spiaggia; per coloro che sono diventati a loro volta padri, sarà successo lo stesso con i propri pargoli. D’altronde, giocare a pallone è una delle attività più belle e aggreganti a tutte le età, basta un campo improvvisato e una sfera di gomma o di cuoio. E dai papà si eredita spesso anche la fede calcistica, non importa se la squadra del cuore abbia tanti o pochi scudetti in bacheca, tifare per gli stessi colori cementa ancor di più un indissolubile legame familiare. Ricordo i molti pomeriggi della mia infanzia passati a rincorrere un Super Santos sui pochi prati verdi che spuntavano tra gli angusti palazzoni di cemento; la domenica, poi, era d’obbligo portare con sé una radiolina sintonizzata su ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ per seguire le partite delle ore 15. Ricordo l’emozione provata quando la radiocronaca veniva interrotta da un inviato per annunciare un gol o un rigore (“Scusa Ameri, scusa Ameri, ha segnato…”), sperando che si trattasse della tua squadra. Una volta (era il 1988) il Napoli ne fece addirittura 8 di gol, e fu un’ubriacatura totale perché ogni volta che interveniva l’inviato dall’allora stadio San Paolo di Fuorigrotta c’era un gol o un rigore. Ricordo poi l’attesa fremente per i servizi di 90° minuto, provando a immaginare il gol descritto dal radiocronista, e ogni volta le immagini erano diverse da quello che la tua fantasia aveva partorito.
Passando alle questioni di campo, anche questa giornata fa registrare diverse defezioni: tra tutti, Di Vito, che per la seconda volta consecutiva sfugge ai doveri della fascia da capitano; anche Miniati e Valenti devono alzare bandiera bianca. Solo grazie ai nuovi innesti si riuscirà a chiudere la lista dei 18 a poche ore dall’inizio della tenzone. I capitani sono Cappiello e Di Dio, che si sfidano per la terza volta in stagione: nelle due precedenti occasioni (1 vittoria a testa) era finita in goleada. Cappiello (che guiderà i Rossi) opta per una formazione più guardinga, sulla falsariga del ‘3-1-3-1’: Pepiciello al centro della difesa con Mallimaci e Di Flumeri terzini; Romano a protezione della difesa; Chiappetta in mezzo al campo affiancato dalle ali Di Fonzo e Capanna; Lovisatti unica punta. Di Dio risponde con la consueta spregiudicatezza, accaparrandosi tanta qualità dalla metà campo in su ma lasciando scoperti centrocampo e difesa con pochi elementi di ruolo. Ad ogni modo, il capitano dei Bianchi, fedele ai suoi comandamenti di giuoco (e chi altri, sennò?) schiera i suoi con un ‘3-3-2’ molto aggressivo, che a tratti diventa addirittura un ‘3-1-4’: in porta si ruota; Granito centrale di difesa con Omino e Di Dio terzini; a centrocampo si alternano Pipitone, Russo, Di Florio e Corese; in avanti Luongo e Taiger.
Pronti, via e i Bianchi si ritrovano subito in vantaggio di 3 gol, grazie alle reti di Luongo e Taiger (doppietta) che approfittano di un avvio non proprio edificante della difesa dei Rossi. Passata la sfuriata iniziale, i Rossi provano a reagire e cominciano a rendersi pericolosi con un paio di tentativi che saranno il preludio ai gol di Lovisatti (bel destro piazzato da fuori area sul primo palo) e Capanna. Si va quindi sul 3-2 dopo neanche 10 minuti di gioco. Comincia a salire la tensione, anche per alcune chiamate discutibili di falli da parte dei Rossi, e Granito si farà sentire a gran voce prima con i suoi, poi con gli avversari. Nonostante le iniziali intenzioni difensive del loro capitano, i Rossi cominciano a sbilanciarsi troppo e lasciano il fianco alle ripartenze dei Bianchi, con Taiger e Di Florio che si trovano a meraviglia e Russo e Luongo che si infilano negli spazi. Proprio Russo mette a segno 2 gol nel giro di pochi minuti, sfruttando 2 palle vaganti che arrivano dalle sue parti. Quando la partita sembra avviata verso un’altra goleada, con i Bianchi che creano un altro paio di grosse occasioni ma gigioneggiano troppo sotto porta, i Rossi riaprono di nuovo la partita, accorciando sul 5-4 prima grazie a un rigore molto contestato fischiato a Russo per fallo di mani e abilmente trasformato da Chiappetta, poi con un gol molto bello di Capanna che con un perfetto pallonetto beffa il portiere avversario. A questo punto i Rossi ci credono e alzano il ritmo, Lovisatti si sposta sulla fascia lasciando Capanna in avanti e Romano alza il pressing su tutti i portatori di palla avversari. Ma la difesa rossa balla e dalle ennesime ripartenze dei Bianchi nascono altri due gol di Russo, abile a farsi trovare libero sul secondo palo e a superare Emilio. I Rossi non mollano e vanno di nuovo a segno con Di Fonzo su imbeccata di Capanna, Luongo ristabilisce le distanze poco dopo a tu per tu con Cappiello e Pepiciello chiude il festival dei gol con un tiro senza pretese che si infila lemme lemme in rete grazie alla finta di Di Flumeri e alla collaborazione del portiere bianco. È il gollonzo di giornata. Ci sarebbe ancora spazio per l’ultimo gol di Luongo, che viene annullato per un fuorigioco millimetrico con conseguenti polemiche che portano al fischio finale. Finisce 8-6 per i Bianchi, partita scoppiettante e a tratti avvincente.
In classifica generale Emilio resta al comando con 48 punti, tallonato
ora da Di Dio con 46 punti che scavalca Di Vito fermo a 44. Continua la
risalita di Granito (terza vittoria consecutiva) e Omino (quarta vittoria
consecutiva). In classifica marcatori Russo stacca tutti portandosi a 25 reti
stagionali, seguono Luongo e Lovisatti rispettivamente con 16 e 12 gol. Pepiciello
MoM dei Rossi (seconda volta in stagione), Corese (ottimo esordio) MoM dei
Bianchi.
PAGELLE PARTENOPEE
Torna alla vittoria con la fascia di capitano al braccio dopo due batoste e lo fa a modo suo: imbastisce una squadra con tanta qualità, pensando a darle più che a prenderle. E il compito gli riesce bene, è di nuovo a due passi dal cielo. Mario “Il Professore” Rui
Schierato al centro della difesa, all’inizio della partita si oppone bene ai tentativi degli attaccanti rossi, poi perde un po’ la bussola dopo qualche errore in fase di impostazione e inizia lo sbroccamento. Dopo il turno auto-punitivo in porta, torna a comandare la difesa che senza di lui aveva vissuto attimi di sbandamento. Gianluca “Ghostbuster” Grava
Pipitone 7
Come sempre non si risparmia nonostante non sia al massimo della forma fisica, ingaggia un bel duello con Romano in mezzo al campo. Tanta quantità ma anche giocate di qualità sulle ripartenze dei Bianchi. Gianfranco “Magic Box” Zola
Corese 7.5
Forse è stata la sua umiltà nell’auto-descriversi per presentarsi ai capitani per la scelta delle formazioni, ma nessuno in campo si aspettava l’ottima prestazione sfoggiata. Giocatore di buon Passo, emerge alla distanza quando tutti gli altri cominciano ad accusare la stanchezza. Lorenzo “Il Magnifico” Insigne
1 commento:
"Alcuni credono che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Il calcio è molto, molto di più"
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